Regole

Formula 1, partenze troppo pericolose: vietato l'uso dell'ala mobile

Con l’addio all’MGU-H e il nuovo regolamento 2026, la fase iniziale del GP diventa più delicata

di Tommaso Marcoli
23 Feb 2026 - 14:52
 © Getty Images

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Le partenze sono tornate al centro del dibattito tecnico in Formula 1. Senza l’MGU-H, eliminato dal regolamento 2026, i piloti devono affidarsi esclusivamente al motore termico per portare il turbo nella finestra ideale prima dello spegnimento dei semafori. Un’operazione molto più complessa rispetto al passato, quando il motogeneratore elettrico aiutava a mantenere costante la pressione di sovralimentazione.
Tra tanti dubbi
Per questo i team, riuniti nella FIA e nella F1 Commission, hanno deciso di modificare la procedura: introdotto un preavviso di 5 secondi prima dell’inizio della sequenza dei semafori. Un margine utile per stabilizzare il regime motore e preparare il turbo allo scatto. La vera questione, però, era un’altra. Con la liberalizzazione dell’uso delle ali mobili durante le sessioni – misura pensata per ridurre l’impiego dell’energia elettrica sui rettilinei – nel regolamento 2026 non compare più un divieto esplicito di utilizzo del DRS in partenza.
Pericoloso?
Un vuoto normativo che ha acceso il confronto tra le squadre. Nella primissima fase dello scatto serve massima aderenza meccanica e aerodinamica per contenere il pattinamento, considerando anche che fino ai 50 km/h è vietato l’apporto del motore elettrico. Tuttavia, su piste con lunghi rettilinei iniziali, aprire l’ala dopo i primi metri avrebbe potuto offrire un vantaggio in termini di velocità di punta e gestione energetica.
Sicurezza prima di tutto
La discussione si è chiusa con una scelta prudente: niente “straight mode” – ovvero configurazione a basso carico con ala aperta – dalla griglia fino alla prima curva. Il motivo è legato alla sicurezza. Alla partenza le gomme sono ancora relativamente fredde, così come i freni, nonostante il lavoro nel giro di formazione. Arrivare alla prima staccata a velocità più elevate avrebbe aumentato il rischio di bloccaggi e tamponamenti in un momento in cui le monoposto sono estremamente ravvicinate.