"Questa squadra ha potenziale, un potenziale che io, sono sincero, in carriera non ho ancora mai allenato. La ricetta è una: il lavoro. La base della mentalità adesso va ricostruita e con me si corre molto, con me gioca chi corre e chi merita. Se si va in campo senza cuore non si fanno risultati". Sono le prime parole di Paolo Zanetti da allenatore dell'Udinese, presentato oggi alla stampa dopo essere subentrato a Kosta Runjaic.
Il tecnico ha indicato con chiarezza la strada per uscire dalla crisi bianconera, a partire dalla trasferta di venerdì contro il Venezia, sua ex squadra. "Non voglio stravolgere quanto già c'è, Runjaic è un tecnico che stimo e che ha fatto un buon lavoro, purtroppo poi il calcio è così. Se il campionato finisse adesso l'Udinese sarebbe in Serie B, questo è un dato di fatto. Dobbiamo alzare i giri del motore di questa macchina, se lo farà non avrà problemi a salvarsi".
Zanetti ha spiegato di aver individuato le principali criticità dopo i primi colloqui con i giocatori. "Dopo i 50 punti dell'anno scorso, se fai queste prestazioni evidentemente hai mollato qualcosa. Oggi però sei penultimo meritatamente, altrimenti non sarei qui ma ci sarebbe ancora l'altro mister". Il nuovo allenatore non ha riscontrato mancanza di volontà, ma ritiene necessario recuperare autostima e senso di appartenenza. "Quando perdi cominci magari a smarrire fiducia, c'è un po' di scaricabarile. Non ho trovato nessun ragazzo nei colloqui individuali senza la voglia di invertire la rotta. Questo non è negoziabile".
Sul piano tattico, almeno inizialmente, non sono previste rivoluzioni. "Stravolgere questa squadra sarebbe uno choc termico. Ora devo consolidare, la squadra è costruita per variare da un 3-5-2 a un 3-4-2-1 e questo faremo. Poi ho le basi e le capacità per modificare se dovesse essere necessario". Le gerarchie, ha precisato, non saranno intoccabili: "Le darà il campo, che parla sempre". Un discorso che riguarda tutti: "Non ci sono giocatori che possono vincere da soli le partite. Deve funzionare la squadra affinché un calciatore forte si esprima".
Il mister ha poi rivelato di aver firmato un contratto di otto mesi senza opzione di rinnovo, scelta voluta per concentrarsi esclusivamente sul lavoro da svolgere. "Mi è stato anche proposto di mettere un'opzione per il rinnovo, ma non l'ho voluta inserire, perché sono qui per dimostrare e per tirare fuori tutto quello che hanno questi ragazzi".
Zanetti ha ringraziato Gino Pozzo per la fiducia, manifestando dispiacere per le condizioni di salute del patron Gianpaolo: "Mi dispiace perché arrivo in un momento in cui una figura leggendaria come la sua purtroppo non sta bene e non ho ancora avuto modo di conoscerlo. Vogliamo cercare intanto di portargli qualche gioia sul campo". Un passaggio è stato dedicato anche ai sostenitori bianconeri, che non saranno presenti a Venezia. "Per avvicinare la gente c'è un solo modo, dimostrare sul campo i valori di chi vive il territorio. Si vuole vedere una squadra che dà tutto dal primo all'ultimo minuto. Abbiamo un debito con loro, dobbiamo fare di più e meglio. Il legame va meritato, non serve chiacchierare e fare i ruffiani".