SERIE B

Serie B: il Crotone vede la A, cadono Spezia e Pordenone

Solo il Benevento capolista (3-1 sul Livorno) vince tra le prime in classifica: pari tra campani e calabresi, ko per Spezia, Pordenone e Cittadella

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Giornata delicatissima per la Serie B, con tante big che faticano e le carte in zona playoff che si mischiano. Se il Benevento già promosso batte per 3-1 il Livorno ultimo, pesano i pareggi tra Crotone e Salernitana e del Frosinone a Pescara (su entrambi i campi finisce 1-1). Cadono in casa Spezia (1-0 del Venezia), Pordenone e Cittadella (2-1 rispettivamente per Cosenza e Ascoli). Ne approfitta il Pisa, ottavo dopo il 3-2 sul Trapani.

BENEVENTO-LIVORNO 3-1
Missione compiuta, sebbene in una partita raddrizzata solo nei venti minuti finali. Il Benevento torna a vincere dopo un punti nelle ultime tre partite e lo fa a danno di un Livorno solissimo in fondo alla classifica, ma che vuole rendere la vita difficile ai dominatori del campionato. Dopo le ultime battute a vuoto, il Benevento parte forte. Lo dimostra Sau dopo pochi minuti, con un tiro a incrocio che si perde di poco a lato. Nel frattempo però il Livorno non rinuncia a combattere, e Murilo con una spettacolare deviazione di tacco impegna Montipò. E dall'altra parte è Bogdan a salvare i labronici sulla linea, su nuova iniziativa di Sau. Dopo un salvataggio di Montipò su Trovato, quindi, il Benevento si porta in vantaggio. Lo fa grazie al solito Sau, che al 31' sfrutta la spizzata di Moncini e di destro trafigge Ricci. La partita rimane apertissima, con Montipò che compie un miracolo sulla spaccata di Murilo. Nella ripresa è quindi Caldirola su punizione a sfiorare il raddoppio, ma la partita si riapre quando Schiattarella interviene con il braccio sulla conclusione di Murilo. È rigore, che proprio il brasiliano trasforma al 57'. Il sogno dell'impresa dura però pochi minuti, quelli necessari a Sau per completare la sua doppietta al 69' grazie a un facile colpo di testa su cross al goniometro di Maggio. Nel finale Montipò diventa di nuovo protagonista negando il nuovo pareggio a Haoudi e addirittura al 95' i sanniti calano il tris con lo spietato Kragl, implacabile su punizione.

CROTONE-SALERNITANA 1-1
Un big match tra due serissime candidate alla promozione, che termina però con un pareggio che in fondo scontenta tutti e rallenta la corsa di entrambe. La Salernitana approccia la partita come meglio non potrebbe, spaventando i padroni di casa sin dai primi minuti. Lo fa con una serpentina a freddo di Cicerelli, poi con un diagonale di Akpa Akpro che finisce di poco larga. Quindi Migliorini incorna in gol il vantaggio granata, ma a gioco già fermo. Quando il Crotone si porta in avanti, poi, è Micai a dire di no a Simy, mentre Zanellato alza troppo la mira. La Salernitana perde Lombardi per infortunio a qualche minuto dall'intervallo, ma continua ad attaccare. E al primo minuto della ripresa passa in vantaggio, grazie a Maistro che dal limite sorprende Cordaz con una botta di sinistro. Il Crotone si lamenta (Golemic era a terra durante l'azione del gol), ma capisce di dover accelerare le operazioni. Così Marrone manca di poco il pallone del pareggio, che invece sfrutta Messias al 54' con un'impeccabile punizione. Una volta pareggiato, i calabresi restano in attacco: Micai e poi Aya salvano miracolosamente in pochi secondi su Benali e Simy, poi piove sul bagnato per i granata che perdono Curcio che al 64' si prende il secondo cartellini giallo. Il finale è inevitabilmente a totale favore del Crotone, con Barberis che sfiora il palo favorito da Messias e poi Micai che vola su Benali. L'ultima emozione è però targata Salernitana, con il colpo di testa di Gondo che per poco non riporta in vantaggio gli ospiti. E rende ancora di più il pareggio il risultato più giusto.

SPEZIA-VENEZIA 0-1
Una grande occasione per avvicinarsi alla A diretta incredibilmente sprecata, e dall'altra parte tre punti che per la salvezza potrebbero valere oro. Questa la sintesi dell'inatteso successo del Venezia nella trasferta de La Spezia, con i padroni di casa che possono mangiarsi le mani ben oltre il punteggio finale. I risultati degli altri campi rendono infatti questo ko ancora più doloroso. Già da subito la partita inizia in maniera probabilmente inattesa al Picco: è infatti il Venezia a far circolare il pallone e a non lasciare spazio agli ambiziosi avversari. E così Capello si conquista il primo corner della partita e mantiene il controllo delle operazioni, mentre dall'altra parte Italiano deve rinunciare a Mastinu dopo meno di dieci minuti. Bartolomei scalda i guantoni a Lezzerini dimostrando che i liguri ci sono, ma nel giro di pochi minuti il mancino di Capello impegna Scuffet e poi Nzola interviene con il braccio in area: è rigore, che Aramu trasforma al 17'. Lo Spezia fatica a reagire, e si rende pericoloso sempre e solo con Bartolomei su calcio da fermo. Chi rischia qualcosa è invece Scuffet, che deve anticipare in uscita l'insidioso Longo. Poi Aramu sfiora l'incredibile doppietta, con una punizione che si infrange sul palo. Finalmente lo Spezia esce dall'apnea nel finale di tempo, con Gyasi che chiama al miracolo Lezzerini e poi il solito Bartolomei che pareggia il conto dei pali. La ripresa è sostanzialmente un assedio dello Spezia, che però non riesce a sfondare: Lezzerini vola sul tentativo di Ferrer, poi Nzola prova a farsi perdonare con un colpo di testa che però manca la porta avversaria. Negli ultimi minuti Lezzerini dice quindi di no anche a Ragusa e Acampora, rendendo completa l'impresa del Venezia e alimentando a dismisura i rimpianti dello Spezia per quello che poteva essere e non è stato.

PORDENONE-COSENZA 1-2
Decisamente inatteso anche il ko del Pordenone, in particolare per il modo in cui matura: il Cosenza (che in questo modo sale dal penultimo al terzultimo posto, ma sarebbe comunque retrocesso matematicamente) costruisce infatti la vittoria con un uno/due dopo meno di mezz'ora, cui i Ramarri non riescono a porre rimedio in maniera definitiva. E dire che i primi minuti erano sembrati positivi per il Pordenone, volitivo in avanti ma poco concreto. Dopo il 10' sono invece gli ospiti a prendere coraggio e a spingersi all'attacco. Dopo il mancato gol neroverde di Idda, quindi, Almici stende in aria Riviere e proprio quest'ultimo realizza il conseguente rigore al 19'. Galvanizzato dal vantaggio, il Cosenza non molla e addirittura si trova sopra di due gol al 23': è il minuto in cui Casasola va al cross, Bittante vince il contrasto con Misuraca e insacca in rete. Prima della mezz'ora Bindi evita addirittura il tris sullo stesso Casasola, quindi inizia la partita del Pordenone. Rompe gli indugi Candellone, che chiama alla parata Saracco. Ma il tempo è poco e il Cosenza trova il modo di chiudersi con efficacia. La ripresa non si apre quindi con tutti questi grattacapi per gli ospiti, che solo dopo l'ora di gioco iniziano a fare davvero sul serio. E non a caso al 66' Tremolada va al tiro, Candellone lo devia e trova un maniera anche fortunosa il gol che riapre la partita. Saracco però salva su Ciurria e Mazzocco sbaglia mira. Il Cosenza vince e, anche se è troppo tardi, spera di poter centrare miracolosamente i playout.

PISA-TRAPANI 3-2
In una giornata in cui le squadre in zona playoff perdono o pareggiano in massa, il Pisa fa faticosamente il suo dovere e torna a iscriversi al treno promozione. Anche se il derelitto Trapani si arrende solo a tempo scaduto. Alla vecchia Arena Garibaldi si giocano molte partite in una. E l'inizio sorride ai padroni di casa, vicini al gol con Marconi che viene poi anticipato sul più bello da Carnesecchi su iniziativa di Birindelli. I toscani rischiano anche qualcosa, specie quando un tacco di Dalmonte crea qualche grattacapo a Gori nell'anticipo su Buongiorno e poi Piszczek sbaglia tutto a tu per tu con la porta. Nel finale di tempo è quindi Vido a portare in vantaggio i padroni di casa, quando al 39' viene servito ottimamente da Marconi e poi è bravo a ingannare Carnesecchi. Al 54' sembra quindi tutto finito, perché Lisi raccoglie il pallone lontanissimo dalla porta, si accentra dalla fascia dopo aver eluso le marcature di Coulibaly e Scognamillo e insacca il raddoppio. Già al 57' però Kupisz dimezza il divario, raccogliendo l'assist di Colpani su cui non era intervenuto Piszczek. Sembra farsi dura per il Trapani, che perde per espulsione Coulibaly al 63', ma un minuto dopo proprio Piszczek batte incredibilmente Gori in contropiede dopo una palla gettata alle ortiche dai nerazzurri protesi in avanti. I siciliani potrebbero addirittura vincerla con Odjer, ma in pieno recupero il cerchio si chiude e proprio Marconi, autore del primo tiro della partita, incorna in rete il gol che al 92' alimenta i sogni del Pisa.

ALTRE PARTITE
Sono ormai quattro i ko consecutivi del Cittadella, precipitato dal secondo posto di fine giugno all'attuale sesto in classifica. Sul non più amichevole terreno del Tombolato i toscani perdono anche contro l'Ascoli, che si porta avanti grazie a un autogol di Adorni al 55', viene raggiunto al 62' da D'Urso e vince la partita grazie a una prodezza di Diogo Pinto al 70'. Frena, anzi crolla l'Empoli, piegato tra le mura amiche per 4-2 dalla Virtus Entella. Ko particolarmente doloroso per gli uomini di Marino, perché partito da un doppio vantaggio: quello maturato grazie al rigore di Mancuso al 3' e al raddoppio di Zurkowski al 36'. I liguri però si riportano sotto grazie a Dezi, che al 44' dimezza il divario, e in apertura di ripresa è autore anche del pari al 51'. L'Empoli perde per strada Fiamozzi e Henderson per espulsione (nel mezzo c'è anche un rigore sbagliato da Mancosu), quindi capitola nel finale quando proprio Mancosu e Schenetti vanno in rete a tempo scaduto. Rocambolesco 3-2 tra Juve Stabia e Chievo (doppio vantaggio veneto con Djordjevic a segno al 32' e al 73' su rigore, poi ribaltano Forte, Troest e Mallamo), termina 0-0 tra Perugia e Cremonese.

PESCARA-FROSINONE 1-1
Per gli uomini di Nesta sono ormai tre le partite consecutive senza vittorie. Già dalle primissime battute si intuisce che il Pescara sia in partita, contro un Frosinone che conferma i recenti imbarazzi. Così dopo due rimpalli a favore è Clemenza a costringere Bardi alla grande parata. Pericoloso poi Maniero di testa. Al quarto d'ora gli stessi due attaccanti biancazzurri non riescono a sfruttare un pericoloso contropiede, quindi è Bardi due volte a negare allo scatenato Clemenza la gioia del gol. Solo dopo la mezz'ora un'uscita avventata di Fiorillo su punizione, permette ad Ariaudo di spaventare gli abruzzesi, con un colpo di testa però fuori misura. E proprio quando il primo tempo sembra sul punto di scadere, il Pescara passa grazie alla perfetta punizione di Memushaj. La partita sembra a senso unico, ma cambia improvvisamente nella ripresa. I ciociari si ripresentano infatti in campo con piglio diverso, e dopo una conclusione sul fondo di Dionisi e una palla pericolosa di Paganini che Fiorillo respinge, arriva il pareggio. Merito di Novakovich, in campo da un paio di minuti, che al 54' sfrutta alla grande l'assist di Dionisi e deposita in rete. Addirittura pochi minuti dopo ci sarebbe l'occasione per il sorpasso: Krajnc è perfetto nello stacco su corner di Ciano ma il suo colpo di testa si limita a sfiorare la traversa. Poi, sulla sgroppata di Zampano, a Dionisi manca il guizzo decisivo. Finale con l'acqua alla gola per il Pescara, che però resiste e conquista un punticino che forse alla fine gradisce di più di un Frosinone apparso in affanno rispetto alla concorrenza.
 

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