IL CASO

La Roma e Florenzi mai così lontani: sei panchine di fila, a gennaio può essere addio

Il capitano, diventato una riserva per Fonseca, può partire per non perdere Euro 2020

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Da capitano e nuovo leader della squadra dopo l'addio di De Rossi, a seconda (o terza) scelta di Fonseca. E' cambiata parecchio, in pochissimi mesi, la vita calcistica di Florenzi, che ormai è diventato una riserva della Roma o, per usare le parole scelte dal tecnico alla vigilia della trasferta di Parma, "un'opzione". Nelle ultime sei partite, tra campionato ed Europa League, il terzino non è mai sceso in campo da titolare nonostante le diverse assenze che hanno condizionato le rotazioni di Fonseca.

Florenzi ha dimostrato negli anni grande duttilità, che gli permette di giocare come terzino ma anche come esterno offensivo o centrocampista. Caratteristiche che, visti i numerosi infortuni nella rosa giallorossa, avrebbero fatto comodo negli ultimi tempi a Fonseca ma le scelte sono sempre state diverse: in difesa i titolari sono Kolarov e Spinazzola, con Santon diventato la prima alternativa. In attacco, invece, il capitano è chiuso da Kluivert, Zaniolo, Under, Pastore e Perotti. E anche in mezzo al campo la situazione non cambia, visto che in quel ruolo Fonseca ha addirittura preferito adattare un centrale di difesa come Mancini. 

Ecco perché il futuro di Florenzi a Roma non è più così sicuro e già a gennaio potrebbe muoversi qualcosa. Nonostante le recenti rassicurazioni del c.t. Roberto Mancini ("Non è un problema, vuol dire che sarà più riposato e fresco sia per queste partite che per l'Europeo"), a giugno c'è Euro 2020 e si tratta di un appuntamento che il romanista non vuole in alcun modo perdere. Inter e Fiorentina lo vogliono da tempo, ma anche all'estero le corteggiatrici non mancano: in Francia c'è il Lione di Rudi Garcia, che non vedrebbe l'ora di tornare ad allenarlo; in Cina, invece, occhio allo Shanghai Shenhua dell'ex giallorosso El Shaarawy.

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