NAPOLI

L'addio di Conte: "Deciso un mese fa. Due anni positivi, ma ho fallito a compattare l'ambiente"

Conferenza con il presidente De Laurentiis. Toni pacifici, ma divergenze chiare: "Senza infortuni avremmo vinto, ma dobbiamo rispettare certi budget", spiega ADL

24 Mag 2026 - 21:42
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Antonio Conte annuncia ufficialmente il proprio addio al Napoli. Dopo aver salutato il pubblico del Maradona sul campo in seguito all'1-0 sull'Udinese, il tecnico è intervenuto in una conferenza stampa congiunta con il presidente Aurelio De Laurentiis

Il tecnico spiega: "Un mese fa ho chiamato il presidente e non ho chiesto niente. Né del progetto né del ridimensionamento. Ho percepito che il mio percorso qui stava per terminare. Non mi interessava nulla, ho preso questa decisione. Quando le cose non le posso cambiare, arrivo a una decisione. Il presidente mi disse 'Se ci ripensi, fino all'ultimo giorno sono a disposizione"".

Ricostruisce tutto anche De Laurentiis: "A Conte, dissi: 'Qui per me è casa tua, ma se non ti senti più sereno, non con il Napoli, non con la città, ma con una modalità di campionato che la società ti fa fare in un certo modo...". Il Napoli non può essere il Real Madrid, il Barcellona, le top cinque squadre inglesi, il Bayern Monaco. Noi dobbiamo rispettare certi budget e non possiamo andare oltre". Poi un lungo attacco del numero uno del club al sistema dei procuratori e alle decisioni delle istituzioni legate al calcio. 

De Laurentiis e Conte si confrontano dal vivo in un vero e proprio siparietto. "Se non avessi avuto tutti questi infortuni, avresti vinto ancora lo scudetto", dice ADL. "No, non sono d'accordo", ribatte Conte, "Sfidavamo un'Inter che si era rinforzata ed era davvero difficile". Stesse divergenze quando De Laurentiis parla del 'modello Arsenal': "Erano ottavi e sono tornati a vincere. Anche grazie a un impianto top costruito dentro la città di Londra". Mentre l'allenatore scuote la testa: "Ma non erano un Bournemouth, erano già un top club e hanno speso tanto".

Conte si toglie qualche sassolino sulla scarpa: "A Napoli ho fallito nel non riuscire a compattare l'ambiente. Ho visto tanti veleni e zizzania contro di me e i miei giocatori. Chi sparge veleni, è un fallito. Lo fa per avere un like sul post oppure dire 'Guarda Conte come ha attaccato la squadra'. Napoli ha invece bisogno di gente seria. Allenare qui è stato un prestigio e un onore, ringrazio il presidente De Laurentiis per questa possibilità, sono stati due anni positivi".

Qui tornano i ricordi migliori dell'allenatore: "Il giorno più bello? Quando abbiamo vinto e festeggiato lo scudetto di fronte ai nostri tifosi. In entrambe le stagioni siamo arrivati davanti a Milan e Juventus, penso che bisogna essere orgogliosi di questo".

L'EPISODIO DI BOLOGNA

Un momento di grande sconforto per Conte dopo la gara di Bologna a novembre, con lo stesso De Laurentiis a tranquillizzarlo: "Può capitare a tutti quanti di avere un momento di forte delusione. Gli dissi di star tranquillo, a casa, e di riposarsi". 

Risponde ancora Conte: "Dopo Bologna dissi semplicemente di non voler fare campionati anonimi. Mai li ho fatti e mai li farò. Non accompagnerò mai un morto ed ero pronto anche a farmi da parte. Sicuramente qualche innesto della campagna acquisti non era entrato in sintonia con il vecchio gruppo ed era giusto denunciare quelle dinamiche e prendere delle responsabilità. Ci siamo parlati, ci siamo chiariti e, tutti sulla stessa barca, abbiamo remato con il vento contro e siamo ripartiti".

CONTE SU NAZIONALE E GUARDIOLA

Sulla nazionale: "Ho semplicemente detto che, se fossi il presidente federale, prenderei in considerazione il mio nome. Ma al momento non c'è ancora il presidente federale".

Poi sulla possibilità di Pep Guardiola in azzurro: "Si è fatto anche il nome di Guardiola. Ma è pronta la Federazione ad avere un top allenatore del genere? Ci sono onori e oneri e status da rispettare. Ci sono i fondi? Qualcuno lo ha proposto, io sarei il primo a volerlo, ma...".