Napoli in festa per il centenario degli azzurri
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Il presidente azzurro in Piazza del Plebiscito: "Con la fede dalla Serie C agli scudetti". Videosaluti: tifosi pazzi per Conte, poi fischiano il presidente Figc e ADL lo difende
Ventimila presenze ufficiali all'evento, almeno 50mila tifosi per le strade della città. In questa splendida cornice il Napoli, dal palco di Piazza del Plebiscito, dopo il corteo partito da Piazza Carità, festeggia il centenario del club (qui il programma completo). Dal 1 agosto 1926 al 1 agosto 2026, una serata speciale inaugurata con il taglio del nastro a un orario non causale: le 19.26.
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Tra le suggestive luci azzurre, dopo l'introduzione dei presentatori Serena Autieri e Alessandro Siani e l'intervento dell'attrice Cristiana Dell'Anna, ad aprire le danze è stato il presidente Aurelio De Laurentiis: "Quando uno ha questo spirito, è giovane anche a 100 anni", ha detto riferendosi al club.
In seguito, un pensiero per il terremoto ai Campi flegrei, annunciando una donazione da 100mila euro. Poi spazio al suo Napoli: "Il nostro amato club, dopo oltre un secolo, è ancora qui più forte che mai. Anzi, il Napoli non è mai stato così apprezzato e allo stesso tempo temuto in Italia e a livello internazionale".
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Orgoglio per un percorso iniziato nel 1926 con un sogno: "La fede ci ha portato a vivere insieme questa notte azzurra. I nostri fondatori sognavano che un club del sud potesse sfidare le grandi squadre del Nord ed è successo".
E proseguito con i successi degli ultimi anni: "A quella fede si unisce la mia, quando firmai quel famoso pezzo di carta (dopo il fallimento, ndr) e siamo passati dalla Serie C all'Europa in tempo record, in soli 798 giorni. Quella stessa fede che ci fece pensare di poter tornare campioni d'Italia anche senza il sinistro magico di Diego, di vincere due scudetti in tre stagioni".
"Nel futuro vedo un Napoli ancora più bello, più forte e più strutturato. Napoletani, questa è la nostra e la vostra festa. Divertiamoci e facciamolo ancora per cent'anni!", ha chiuso De Laurentiis, prima che sul maxischermo fosse mostrato un messaggio video di saluti con l'intervento di Carlo Ancelotti, il presidente Coni Luciano Buonfiglio e Antonio Conte (accolto da un boato della Piazza).
Ma anche il presidente della Figc Giovanni Malagò, accompagnato da leggeri fischi del pubblico, subito calmati dallo stesso De Laurentiis: "Sbagliate quando fischiate Malagò, perché è uno che non si piega davanti a nessuno e vi rappresenta. Nessuno lo convincerebbe a prendere qualcuno che a lui non piace, lui sente la responsabilità dell'Italia e lo vedrete".
In seguito, gli attori Marco D'Amore e Salvatore Esposito hanno presentato la sfilata dei campioni più rappresentativi della storia del Napoli: compresi capitani come Giuseppe Bruscolotti e Marek Hamsik. "Non posso che essere orgoglioso di aver fatto parte della storia di questo club in questa città speciale", ha detto Hamsik. "Giocare con il più grande giocatore al mondo come Diego Armando Maradona è stato un onore, con lui ho vissuto una grande amicizia e lui mi ha sempre ringraziato per avergli dato la fascia da capitano", ha spiegato invece Bruscolotti.
Emozionante anche l'intervento di Diego Armando Maradona Junior: "Mio padre vi guarda da lassù ed è tremendamente orgoglioso di tutti voi". Presente anche Jana, un'altra delle figlie di Diego: "Trasmettere le emozioni di mio padre di generazione in generazione lo rende eterno".
"Careca tira la bomba", intonano i tifosi quando prende il microfono Antonio Careca: "Una volta tiravo la bomba, ora fatico a camminare", ha scherzato l'ex attaccante brasiliano, "per me è stato un sogno giocare qui, voglio ringraziare l'allora presidente Ferlaino, il direttore Moggi e l'attuale presidente De Laurentiis. Ha fatto cose straordinarie, speriamo di vincere ancora lo scudetto o arrivare in finale di Champions League. Sarebbe il modo perfetto per festeggiare".
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Sul palco di Piazza del Plebiscito, a confronto i presidenti degli scudetti: Corrado Ferlaino e Aurelio De Laurentiis. Uno di fronte all'altro, con gli interventi moderati dallo scrittore Maurizio De Giovanni, hanno raccontato i migliori ricordi.
Ferlaino: "La notte della vittoria della Coppa Uefa è stata la più bella della mia vita. Poi le vittoria a Torino, in casa della Juventus". De Laurentiis: "Per me già passare dalla Serie C alla B e poi dalla B alla A... difficile dire un solo ricordo perché forse ho vinto troppo. Quando per 16 volte vai in Europa, diventa un'esigenza e non un traguardo. Ma la prossima vittoria è sempre la più bella: hai capito Allegri?".
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Poco dopo, in Piazza del Plebiscito entrano anche alcuni rappresentanti della squadra di Max Allegri, guidati dallo stesso allenatore e accompagnati da leggende del passato. Politano al fianco di Schwoch: "Orgoglio essere qui, spero di indossare questa maglia ancora per tanti anni". Beukema con il connazionale Krol: "Abbiamo fatto un pranzo insieme qualche mese fa, mi ha raccontato della sua esperienza a Napoli e mi ha dato diversi consigli".
Coppia brasiliana Neres-Careca, mentre Cané ha applaudito il pupillo Vergara: "Il suo gol in Champions mi ha fatto piangere, mi sembra di rivedere Insigne". Il centrocampista classe 2003 ha risposto: "Ero solo un ragazzino di provincia che giocava a pallone, essere qui è un onore".
Hamsik accompagna De Bruyne: "Kevin è un campione, Napoli se lo deve godere". Alemao è invece al fianco di McTominay, che parla inglese ma non manca di dire: "Forza Napoli sempre". Intesa da capitano tra Bruscolotti e Di Lorenzo: "Essere capitano nell'anno del centenario è un orgoglio per me, rappresentare questo popolo nelle vittorie ma anche nei momenti difficili".
Reja invece introduce Allegri: "Per me è un onore essere qui, dopo 30 anni sono tornato. Il centenario è un patrimonio di tutta la città e di tutte le generazioni, con la forza dei napoletani di rialzarsi e tornare alle vittorie. L'amore e la passione che ho percepito in questi primi giorni di ritiro sono stati notevoli. Ciò che posso promettere è grande professionalità e serietà per il raggiungimento degli obiettivi. Speriamo di ritrovarci qui tra un anno a festeggiare qualche trofeo. Speriamo uno, due o tre trofei, non si sa. La Champions? Che bella parola... come nella famosa battuta di Totò, che bella parola...".