© ipa
© ipa
Anche la tenuta atletica degli azzurri sta migliorando, c'è però la fase difensiva ancora da sistemare
di Enzo Palladini© ipa
© ipa
Non è arrivata una vittoria per il Napoli, ma è quasi come se lo fosse. C'è tanto di buono nel sabato pomeriggio degli azzurri: uno spirito di squadra che sembra ritrovato, una tenuta atletica che - sommata alla partita di Champions contro il Bodo - sembra tornare su livelli accettabili. Un po' di calo fisiologico in occasione della prima rimonta della Roma va considerato normale, ma nell'arco dei novanta minuti la squadra di Allegri ha tenuto sopra la sufficienza. Ha ritrovato quasi completamente McTominay, due doppiette in quattro giorni. Può tornare a contare su Anguissa, sia per il movimento sia per i gol (bellissima rovesciata), quando sembrava che il numero 99 fosse ormai fuori dal progetto.
Tatticamente, ci sono elementi che possono far sorridere Allegri. Avere un regista come Kevin De Bruyne è un lusso che il Napoli non pensava di avere in cassaforte. Invece è bastato un acceso confronto a bordo campo con l'allenatore qualche partita fa per dare una svolta decisa a questo scorcio di stagione. Tutti erano abituati a considerare il belga un trequartista, un giocatore da ultimo passaggio, invece le due partite contro Bodo e Roma hanno dimostrato che nel contesto specifico, KDB è un signor regista. Uno che non si limita ad abbassarsi tra i difensori centrali per iniziare la costruzione con qualcosa di non banale, ma all’occasione si butta verso l’area avversaria, ben sapendo di possedere doti di finalizzatore che non si consumano con gli anni. E poi corre, lo si vede dappertutto, non solo dalla tribuna ma anche dal campo. Almeno fino a quando ha l'energia che due partite ravvicinate gli consentono.
Per il gioco di Allegri, De Bruyne è sicuramente il regista ideale. Le idee dell’allenatore toscano, è risaputo, sono basate sulla verticalizzazione, sulla ricerca della prima punta per far scaturire qualcosa di buono attraverso le combinazioni con gli altri attaccanti. Questo è il motivo per cui Lobotka sta perdendo la sua centralità nel progetto. Lo slovacco è stato uno straordinario protagonista dei due scudetti vinti da questo gruppo, ma si incastonava perfettamente negli schemi di Spalletti e Conte. Lobo non è un giocatore da verticalizzazione, non sbaglia un passaggio ma al novanta per cento passa la palla in orizzontale. De Bruyne ha dimostrato che se ha voglia davvero di giocare, può essere di un’altra categoria. Soprattutto se accanto a lui torna a esserci un Anguissa vicino ai suoi migliori livelli. E qualcosa si comincia a vedere.
Le due partite contro Bodo e Roma hanno rappresentato sicuramente un notevole passo in avanti per la squadra di Allegri. Questo non vuol dire che la squadra sia completamente guarita, ma ci sono le basi per una robusta ripresa. Non poteva essere il vero Napoli quello che perdeva e Venezia e stentava contro tutti, o la squadra che crollava dopo un’ora di gioco. C'è qualcosa da sistemare nella fase difensiva, visti i sei gol presi in due partite, ma bisogna anche considerare che proprio in quel settore ci sono assenze che pesano. Nel giro di qualche altra partita si capirà meglio quali possano essere gli obiettivi di questa squadra, non certo quelli a cui si temeva di dover pensare dopo Venezia.