Milan, la fortuna di Allegri e ammennicoli vari
Anche a Roma un pareggio sofferto, ma il Diavolo continua a non perdere e con le grandi...
di Redazione© Getty Images
C'è un video de Gli Autogol, che gira sui social, sulla fortuna di Max Allegri e la fortuna è certamente un tema ricorrente, ormai da tempo, quando si parla della stagione del Milan. Non a caso, in quasi tutti i salotti televisivi, si è parlato fino a ieri di uno scontro scudetto che coinvolgeva Inter e Napoli, rispettivamente prima e terza, e storceva il naso di fronte al secondo posto dei rossoneri. Anche da qui il più classico dei dibattiti su giochisti e risultatisti, su chi crea e chi concretizza, chi illumina e chi approfitta di ogni piccolo errore degli avversari. La serata di Roma, chiusa alla fine con un pareggio (colpo di testa di De Winter e rigore di Pellegrini), rinnova in certo senso la questione e siamo certi che le partite che verranno non cambieranno il giudizio sul Milan e su Massimiliano Allegri.
In tutto questo, di vero, c'è forse oggi solamente il discorso scudetto. Cinque punti di distacco dall'Inter, evidentemente più completa sotto diversi aspetti, rappresentano una forbice che non sarà facile chiudere neanche tenendo conto dell'impegno europeo dei nerazzurri e delle gare di Coppa Italia che la formazione di Chivu dovrà sostenere a differenza del Milan. La fortuna di Allegri è però una mezza bugia, e lo diciamo consapevoli che quella dell'Olimpico sia stata un'altra serata di grande sofferenza. Il punto è però questo: in vantaggio a una mezzoretta dalla fine quello contro la Roma è un punto guadagnato o sono due punti persi? E ancora: si può ancora parlare solo ed esclusivamente di fortuna del Diavolo dopo che, in dieci gare contro le prime dieci della classifica, Allegri si è portato a casa la bellezza di 24 punti dei 30 disponibili frutto di sette vittorie e tre pareggi?
Quella del Milan sembra a noi piuttosto una evidente e consapevole scelta di vita. Lo dimostrano anche certe formazioni di Allegri. Da quando ha più o meno tutti gli uomini a disposizione non è inusuale che il tecnico rossonero si riservi per gli ultimi trenta minuti, il momento cioè in cui gli avversari sono più stanchi, alcuni tra i giocatori più pericolosi, a Roma ad esempio Pulisic e Fullkrug. Preferisce insomma prestare il fianco all'avversario quando ci sono più energie (anche per difendersi) e provare a chiudere i conti nella seconda parte della partita. Ha funzionato con le grandi - e non è un caso, quindi, che abbia raccolto così tanti punti -, funziona meno con le piccole, contro le quali ha perso diverse occasioni allargando il divario dall'Inter (che quelle partite non le sbaglia mai).
Si badi bene: non è questo un elogio del risultatismo e nemmeno un'ode a un Milan che certamente non regala spettacolo. Ma se dopo 22 partite hai perso solo alla prima giornata (21 risultati utili consecutivi, la serie attualmente aperta più lunga di partite consecutive senza sconfitte nei cinque grandi campionati europei in corso), si potrà forse chiamare fortuna, ma non è certamente un caso. E per chiudere aggiungiamo un dato che non è proprio irrilevante: in una giornata molto delicata, con gli scontri diretti tra seconda, terza, quarta e quinta, alla fine il Milan ha perso due punti dalla Juve, comunque distante 5 punti, ne ha guadagnato uno dal Napoli (ora a -4) e ha mantenuto i 4 punti di vantaggio sulla Roma. Tutte dirette concorrenti per la corsa ai posti Champions. E' vero, l'Inter è scappata via, ma d'altronde non dicevano tutti che lo scudetto non era cosa per il Milan?