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Caso Ricci, l’Aia promuove Doveri: quello del derby Milan-Inter non era rigore. Ecco i 3 motivi

Polemica Var in Milan-Inter per il tocco di mano di Ricci. Scopri le motivazioni dell'Aia

di Simone Malagutti
09 Mar 2026 - 17:14
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Rocchi e l'Aia difendono l'operato della squadra al lavoro su Milan-Inter (Doveri in campo, Abisso al Var e Di Bello Avar), in particolare nel caso del mani finale di Ricci, e lo faranno anche nel consueto appuntamento di “Open Var”.

Queste le motivazioni:

  • 1) Ricci sta semplicemente correndo verso la propria porta e il movimento del braccio non è chiaramente volto ad aumentare il volume del corpo per fare opposizione rispetto alla giocata di Dumfries.
  • 2) Il centrocampista rossonero cerca di ritrarre il braccio per evitare l'impatto.
  • 3) Il braccio non è fuori sagoma rispetto alla traiettoria del pallone (che quindi, senza il tocco, sarebbe andato a sbattere sul fianco di Ricci).

L'episodio in ogni caso fa discutere. Per il designatore non è rigore. Per Graziano Cesari sì. Per quanto riguarda invece i quotidiani sportivi: no rigore secondo Gazzetta e Corriere dello Sport, episodio dubbio per Tuttosport.

I vertici arbitrali non ritengono azzeccato il paragone tra l’episodio del derby e il ‘mani’ da rigore di Bisseck al 90' di Inter-Lazio 2-2 dello scorso maggio (episodio decisivo nella corsa scudetto vinta dal Napoli). In quel caso il pallone arrivava frontalmente rispetto a Bisseck e gli sarebbe passato di fianco scavalcandolo, se solo il braccio fuori figura non ne avesse interrotto la traiettoria impedendo di fatto a Castellanos di proseguire l'azione. In Milan-Inter, viceversa, secondo l’Aia Ricci non occupa maggiore volume rispetto alla direzione da cui arriva la palla e finisce per toccare un pallone che un attimo dopo andrebbe a sbattergli sul fianco. Quindi non si oppone e non interrompe nulla.

Nella 28.ma giornata ci sono state proteste anche da parte della Roma e di Gasperini per un ‘mani’ di Malinovskyi non sanzionato (arbitro Colombo) su tiro di Konè in Genoa-Roma. Secondo i vertici arbitrali non c’è certezza sul punto di contatto (sulla linea dell’area o appena fuori?), ma nella Var room di Lissone Mazzoleni e Manganiello avrebbero preso in considerazione l’episodio partendo dal presupposto che il tocco di mano fosse avvenuto in area, per poi giudicarlo ‘non punibile’.

Decisione non condivisa dall’Aia. Malinovskyi si oppone alla conclusione di Konè col braccio destro a squadra e ‘fuori sagoma’. Il fatto che il pallone colpisca il petto dell’ucraino prima di impattare sul braccio non sana la punibilità del gesto.

I giornali: lunedì 9 marzo 2026

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© Rassegna Stampa
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