L'esordio a San Siro con la maglia rossonera addosso è bastato a Gonzalo Higuain per prendersi il Milan. E' l'argentino l'uomo copertina della squadra di Rino Gattuso, che grazie al successo arrivato in extremis con la Roma può godersi la pausa per le Nazionali senza guardare con preoccupazione la classifica, ancora ferma a quota zero prima del successo con i giallorossi complice il rinvio del match inaugurale contro il Genoa e della sconfitta del San Paolo contro il Napoli di Ancelotti di una settimana fa. Al Pipita sono serviti 95 minuti (minuto del gol decisivo di Cutrone) per esplodere di gioia insieme ai compagni sotto la Curva Sud, ma ne erano bastati una manciata di meno per conquistare San Siro che non poteva contare su un centravanti dello spessore dell'ex juventino da tanto tempo, troppo tempo, probabilmente dall'estate 2012, quando prima Inzaghi e poi Ibrahimovic salutarono Milanello.
Anche senza segnare (il gol realizzato gli è stato annullato dal Var per questione di centimetri) Higuain si è quindi preso il proscenio della Scala del calcio. Sempre pericoloso negli ultimi 16 metri, contro la Roma è stato decisivo anche come uomo assist, imbucando per Cutrone una palla magica da tre punti. Prima, tanti movimenti da campione e anche una discreta quantità di lavoro sporco, con diversi ripiegamenti anche a centrocampo (anche una palla persa a venti metri da Donnarumma, ndr).
Adesso, la sfida di Gattuso è quella di riuscire a trovare il modo di sfruttare al massimo le potenzialità del Pipita sotto porta. I rossoneri non giocheranno sempre contro Napoli e Roma, arriveranno anche avversari più "morbidi", il baricentro si alzerà e le palle gol aumenteranno. Ad aiutarlo, potrà esserci sempre anche Patrick Cutrone, decisivo con la Roma e già candidato a far coppia con Higuain non solo a partita in corso. La coppia può funzionare: con un 9 "vero", tutto è più semplice. Il Milan e i milanisti lo hanno già capito.