Processo Maradona, sfila tra le polemiche l'ultimo testimone: si va verso la sentenza

22 Set 2026 - 21:10
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E' sfilato oggi non senza polemiche l'ultimo testimone del processo per la morte di Diego Armando Maradona che si celebra al Tribunale orale n.7 di San Isidro, a Buenos Aires. "E' stata una morte improvvisa", ha affermato Pablo Ferrari, perito forense del principale imputato nel processo, il neurochirurgo Leopoldo Luque che aveva operato alla testa l'ex calciatore del Napolie che coordinava lo staff medico che ne seguiva la degenza domiciliare in una villetta nella località di Tigre. Un'affermazione in linea con la strategia della difesa volta a contrastare le perizie dell'accusa, secondo le quali l'ex campione del mondo argentino è deceduto al termine di una lunga agonia durante la quale sarebbe stato trascurato ogni dovere più elementare di assistenza. "Maradona ebbe un infarto, un'aritmia e un edema polmonare acuto che finì per causargli il soffocamento. È difficile immaginare una persona affetta da edema polmonare acuto che trascorra ore a soffocare. Quel lasso di tempo fu brevissimo; non posso sostenere, da un punto di vista medico-scientifico, che abbia patito lunghe ore di agonia. Fu un evento improvviso", ha insistito Ferrari.

Il perito è andato oltre ventilando anche l'ipotesi di una morte provocata dal Covid. "Non possiamo escludere che sia morto di Covid. La morte di Maradona è avvenuta nel pieno della pandemia. Le salme analizzate presso un istituto arrivano corredate da informazioni preliminari. Ritengo un errore metodologico non aver eseguito il test", ha aggiunto, scatenando l'indignazione delle parti civili. Il tribunale ha stabilito che il 29 settembre inizieranno le arringhe finali delle parti. Gli interventi conclusivi potrebbero durare diverse settimane, considerando i cinque gruppi di avvocati dell'accusa, il pubblico ministero e i sette collegi difensivi. Al termine, gli imputati potranno pronunciare le loro ultime parole, prima della sentenza.