Milan, Amorim e una sosta con più fiducia: decisivi il nuovo assetto difensivo e i cambi di ruolo
Contro il Lecce si è rivisto anche lo spirito collaborativo dei giocatori, Gonçalo Ramos su tutti
di Enzo PalladiniSi è intravisto un po' di vero Milan nella notte di San Siro. Ancora non esattamente quello che Ruben Amorim ha in mente da quando ha accettato la sfida, ma qualcosa di simile. O per essere più chiari, qualcosa di simile al Milan che l'allenatore sta pensando di costruire visto che - ipse dixit - non ha a disposizione i calciatori per il suo calcio ideale. Contro il Lecce si è vista una squadra logica, molto più organizzata rispetto a quella che ha perso contro un Benfica rimaneggiatissimo, molto più equilibrata rispetto a quella che ha concesso un tempo abbondante alla Lazio prima di mettere in scena una rimonta sontuosa. Questa promettente svolta rossonera può essere riassunta in tre punti principali.
1) Tutti (o quasi) al proprio posto. La prima parte della stagione era stata portata avanti all'insegna degli esperimenti. Diversi giocatori erano stati schierati fuori ruolo, su qualcuno Amorim aveva anche insistito, anche di fronte a evidenti incongruenze. Non a caso i giornalisti portoghesi lo definiscono "teimoso", che nella traduzione italiana significa più o meno "cocciuto" o qualcosa di simile. Contro il Lecce, Rabiot è tornato a giocare (molto bene) in mezzo al campo, correndo anche per Modric che ha avuto licenza di inventare. Pulisic ha ripreso il suo posto e ha segnato un gol fantastico. Saelemaekers ha ritrovato furore e condizione, perché comunque il trequartista lo sa fare. L'unico giocatore che ancora viene utilizzato in una posizione non del tutto sua è Chukwueze, ma qui passiamo al punto successivo.
2) La difesa a tre e mezzo. Amorim ha modificato l'assetto difensivo. Di base, è vero, c'erano i tre soliti: Gila, De Winter e Pavlovic. Attenzione però: Estupinan quasi sempre è arretrato sulla linea dei tre centrali, formando una linea a quatto soprattutto in fase di costruzione dal basso. L'ecuadoregno, pur con i suoi limiti, in quella disposizione può dare qualcosa in più. Ma in questo modo, Gila si allarga molto a destra proteggendo le spalle di Chukwueze, che contro il Lecce non è stato brillantissimo ma che con le sue doti tecniche, con quella copertura, in certe partite può dare moltissimo. In più, c'è una doppia opzione di uscita dalla propria zona difensiva: De Winter con la palla al piede o Pavlovic con i lanci lunghi.
3) Spirito di collaborazione. Nelle precedenti partite ci sono stati momenti in cui alcuni giocatori hanno pensato di poter risolvere le partite da soli, con iniziative personali anche estemporanee. Contro il Lecce si è tornati a vedere un Milan in cui c'era mutua collaborazione, in cui chi aveva più benzina si produceva in una corsa in più per dare una mano ai compagni. Gonçalo Ramos è uno dei testimonial di questo spirito ritrovato. Non ha segnato ma si è sacrificato per tutta la partita, regalando un bellissimo assist a Rabiot.
Dunque è il Milan di Amorim? Non ancora, ma lo sta diventando. Per ora è il Milan dei Rabiot, dei Maignan, in fondo anche di Modric, perché in partite così è ancora un valore aggiunto, l'importante è che non si offenda quando starà fuori perché sarà necessario alzare i giri del motore. C'è bisogno di tutti, per tornare in alto.