Logico ed equilibrato: così cresce il Milan di Gattuso

Rino ha rigenerato una squadra che sembrava alla deriva. E ora (con tanto di scuse) merita una riconferma

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La prima cosa da fare è chiedere scusa a Rino Gattuso. Noi per primi. Lo abbiamo sottovalutato o valutato male. Abbiamo pensato che non fosse l'uomo adatto a risollevare il Milan. Non lo abbiamo ascoltato. Hai voglia a ripetere che non sei solo grinta e cuore da vendere se è tutta la vita che sei quella cosa lì. Invece Rino diceva la verità. Ha dimostrato di essere un gestore di uomini - era ipotizzabile - e un buon allenatore. Uno con le idee chiare. Pochi concetti, ma precisi. E poco importa se il suo lavoro sia cominciato con allenamenti da marines per ritrovare la condizione fisica. Perché dopo, subito dopo, ha messo sul campo testa, logica e organizzazione. E il suo Milan, adesso, è una squadra.

Ora: nessuno si aspetti o si aspetta voli pindarici. Non è il caso e non è la misura adatta a quantificare i rossoneri. Ma nel frattempo guai a sottovalutare una squadra che sa essere finalmente equilibrata durante tutto l'arco di una partita, che ha trovato stabilità emotiva, che non perde più. Nove risultati utili consecutivi, senza picchi gloriosi ma rispondendo sempre presente alle chiamate di campionato, Coppa Italia ed Europa League. Tolto il pari di Udine, che doveva e poteva essere una vittoria senza l'espulsione di Calabria, praticamente un percorso netto. Era partito malissimo, e lo abbiamo criticato molto, ora ha trovato la giusta strada e gli si devono scuse. Le nostre, per prime.

Fatto sta che il Milan, che lo aveva scelto per traghettare il progetto nel futuro, ora lo vuole al comando della nave anche per la prossima stagione. E' una scelta giusta, di continuità, finalmente, dopo qualche mese di pericolosa incertezza a medio-lungo termine. Puntare su Gattuso è un dovere, è premiare il merito senza lasciarsi attrarre dal curriculum di colleghi più blasonati ma anche in difficoltà. E' una scelta. Una scelta giusta.

Con Gattuso, intanto, c'è la squadra. Tutta. Il malumore di quanti non giocano è superato dai risultati. In più Rino non dimentica mai di citare tutto il gruppo. "Ci sarà spazio per tutti", dice. "Avrò bisogno di tutti: qualcuno è arrabbiato ma vedo grande partecipazione anche da chi non è protagonista". Da chi sta fuori, come lui, in attesa dell'onda buona da cavalcare. Era un mese decisivo e il primo passo è stato fatto. Non sarà come l'uomo sulla Luna, ma lascia almeno la possibilità di puntare in alto. Samp, Roma e Inter, oltre alla Lazio in Coppa Italia, diranno dove può arrivare il Milan. Gattuso, però, ha già stravinto.

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