L'avanzata del Milan profuma d'Europa. Ma quelle nubi su Li...

Contro la Samp una vittoria, convincente e importante: Gattuso ha dato la svolta. Galliani: "Li? Per me è tutto ok"

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Forse, serviva proprio arrivare a Natale. Quel giorno, dopo la netta sconfitta di San Siro con l'Atalanta, il Milan di Gattuso è finalmente nato. All'indomani della vittoria contro la Sampdoria (ben più larga dell'1-0 firmato Bonaventura), a Milanello è tornato l'entusiasmo, quello vero, e i motivi sono molteplici: è arrivata la quinta vittoria nelle ultime sei partite, la squadra corre, gioca bene, la differenza tra la partita di Genova con la Samp e quella di San Siro è evidente, Bonaventura è rinato, Çalhanoğlu è sbocciato, la difesa è tornata solida. Rino Gattuso, insomma, sta realizzando un mezzo miracolo.

Cresce la classifica (41 punti, Samp raggiunta al sesto posto, Atalanta e Toro staccati) e crescono le ambizioni. Merito di Gattuso, soprattutto. La preparazione atletica imposta dell'ex allenatore della Primavera sta dando i suoi frutti: l'Inter (attualmente quarta, in zona Champions) dista "solo" sette punti, mentre a Natale sembrava partecipare a un altro campionato; il 4-3-3 è stata la scelta giusta: ha restituito il miglior Suso e fatto scoprire il vero Çalhanoğlu (i due si trovano meravigliosamente con una fitta serie di lanci anche di 50 metri); da mezzala, Bonaventura è rinato: (dall'arrivo di Gattuso ha segnato cinque gol in Serie A, almeno due in più di ogni altro rossonero); Calabria e Rodriguez giocano come due laterali di difesa "veri" e non più come terzini indifesi.

Contro la Samp, poi, si è vista anche una squadra capace di rinunciare a uno dei pilastri di questa stagione (Kessiè) senza sentirne la mancanza, di non risentire del rigore sbagliato dolo solo 5 minuti di gioco, di annullare una coppia (Zapata-Quagliarella) capace di fare danni a ripetizione. Si è vista, insomma, "una squadra". E' il successo di Gattuso, che però, come sempre fatto in passato, non tirerà indietro la gamba proprio ora che l'ha messa.

Se il campo regala un sorriso, preoccupazioni sempre maggiori arrivano dalla Cina. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera in un approfondimento a firma di Milena Gabanelli e Mario Gervini, infatti, nubi sempre più fitte avvolgono l'acquisto del club da parte di Yonghong Li. L'imprenditore cinese sarebbe titolare di una holding insolvente, tanto che due banche creditrici gli avrebbero fatto causa e il tribunale gli avrebbe imposto di vendere il patrimonio all'asta attraverso Taobao, l'ebay cinese. L'ordine arrivato dal Tribunale del distretto di Futian sarebbe stato quello di vendere all'asta del 2 febbraio (data poi rinviata) l'11,39% che la "cassaforte" di Yonghong Li avrebbe nella società di packaging Zhuhai Zhongfu, quotata alla Borsa di Shenzhen per un valore di circa 60 milioni. Tale ricavato andrebbe a risarcire le banche. Pochi giorni fa, inoltre, la China Securities Regulatory Commission, l'equivalente della Consob di Pechino, avrebbe comunicato l'avvio di indagini per presunti illeciti sul mercato commessi dalla holding che si chiama "Shenzhen Jie Ande", poiché avrebbe tenuto nascoste per mesi la sentenza e l'insolvenza.

"Yonghong Li ha acquistato il Milan per 740 milioni di euro e sono accadute tre cose. A giugno ha presentato le credenziali alla Lega Calcio ed è stato approvato, poi il fondo Elliot gli ha prestato 300 milioni di euro e infine ha fatto una campagna acquisti faraonica. 1+1+1 fa tre e quindi tutto è andato per il verso giusto". Così Adriano Galliani, ex ad del Milan, ha commentato a Mattino Cinque l'inchiesta del Corriere della Sera su Yonghong Li.

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