POLEMICA A DISTANZA

Guardiola risponde a Ibra con sarcasmo: "Ha ragione, sono geloso di Haaland"

Il tecnico del City: "Ho detto: 'Erling, per favore basta fare gol, altrimenti i giornali non parleranno solo di me'. Adesso può scrivere un altro libro'"

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© Getty Images

Pep Guardiola usa il sarcasmo per rispondere a Zlatan Ibrahimovic, dopo le parole dello svedese su Erling Haaland ("Dipende dall’ego di Guardiola: se lo lascia diventare più grande di lui o no. Perché a me non ha permesso di migliorare? A me come agli altri: perché non è capitato solo a me, ma a molti altri"). "Ibrahimovic (senza citarlo, ndr) ha ragione, ha perfettamente ragione. In questo club, in questa squadra, il mio ego è al di sopra di ogni altra persona, di ogni giocatore - ha risposto con sarcasmo il tecnico del Manchester City - Non mi piace quando Erling segna tre gol e tutti i focus sono su di lui. Sono così geloso! Onestamente, sono così geloso. Ho detto: 'Erling, per favore basta fare gol, altrimenti i giornali non parleranno di me, e solo di me'. Lui ha ragione, mi conosce perfettamente. Adesso può scrivere un altro libro. Il mio ego è enorme".

Che i rapporti tra Guardiola e Ibrahimovic siano tutt'altro che idilliaci è cosa risaputa. Tutta colpa dell'unica stagione in cui si sono incrociati nel 2009-2010, Pep come tecnico del Barcellona e lo svedese come fiore all'occhiello della campagna acquisti di Joan Laporta. Guardiola era un giovane tecnico emergente, mentre Ibra era all'apice della carriera. La scintilla tra i due non scoccò mai, in quella squadra leggendaria la stella indiscussa era Leo Messi che con i suoi gol e le sue magie oscurò l'allora compagno. Ibrahimovic non si sente secondo a nessuna ora che ha superato i 40 anni e figurarsi all'epoca quando era nel suo momento migliore. Lo scontro tra i due portò alla cessione del calciatore l'anno seguente, che tornò in Italia per vestire la maglia del Milan. Una separazione che ha fatto bene a entrambi, con Ibra che da allora non perde occasione per stuzzicare e lanciare frecciate al suo ex allenatore.

La più clamorosa nel 2013, in una intervista al settimanale tedesco Der Spiegel. "Guardiola è un allenatore fantastico. Ma come persona è un codardo. Non è un uomo - le sue parole al vetriolo -. Lui mi ha allontanato. Mi parlava a malapena e non mi faceva più giocare. Mi ha sacrificato per Lionel Messi e non ha avuto il coraggio di dirmelo. Guardiola non ha le palle. Messi è senza dubbio un giocatore brillante. Ma io segnavo più gol di lui. Messi si era lamentato con Guardiola e questo era il problema: Messi era la sua stella. Guardiola voleva farmi correre su e giù per il campo. E' qualcosa che posso fare ma non per molto. Peso 100 chili. Dopo 4 o 5 partite mi stanco. Chi mi compra, compra una Ferrari. E chi ha una Ferrari mette benzina super e va in autostrada a tutta velocità. Guardiola invece aveva messo il diesel. Avrebbe dovuto comprare una Fiat".

Ibrahimovic già nella sua prima autobiografia uscita nel 2011 aveva confessato la profonda antipatia per Guardiola. Nel 2010, dopo una partita di Liga con il Villarreal, seguita alla disfatta in Champions League contro l'Inter, il calciatore fece esplodere il conflitto con il tecnico, insultandolo gravemente: "Non hai i coglioni", "Non vali un cazzo rispetto a Mourinho" e "Puoi andare all'inferno". Dopo quelle parole, il catalano evitò di fare polemica. "Gli editori pubblicano i libri quando gli fa più comodo. Io posso solo dire che non voglio fare di questa cosa una vicenda personale, Ibrahimovic all’interno dello spogliatoio si è comportato in maniera eccellente. Quell’anno abbiamo fatto 99 punti in campionato e siamo arrivati alle semifinali di Champions League, io lo ringrazio per tutto quello che ci ha dato quella stagione. Avrei preferito che pensasse cose diverse ma va bene così, non succede nulla. Gli auguro ogni bene, so che si trova egregiamente a Milano e per me questo è tutto".

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