L'ANALISI

Milan, un poker prima del derby che fa molto male

D'accordo le tante assenze, ma nella ripresa il rientro dei rossoneri è stato sconcertante tra rischi e gol effettivamente subiti. Ramos e Camarda preoccupano

di Matteo Dotto
29 Ott 2026 - 08:04
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Otto, come le assenze lamentate da Amorim nella sfida contro il Bologna. Sette, come i punti di distacco dall'Inter (e dalla Lazio) a pochi giorni dal derby. Quattro, come i gol incassati in una serata da streghe, soprattutto se si considera che a San Siro in campionato i rossoneri avevano subìto solo due reti nei tre precedenti incontri (tutti vinti).

S'interrompe così l'imbattibilità in campionato del Milan targato Amorim, piegato già due volte nei primi tre turni di Europa League (in casa contro il Benfica e in Inghilterra contro il Bournemouth). Un 2-4 pesante ma meritato per un Milan in emergenza ma incapace di gestire nella ripresa un parziale 2-1 che aveva comunque rimesso in carreggiata una partita nata male. Nata da un erroraccio di Musah ma recuperata grazie alla precisione sottoporta di Cisse, agli spunti elettrizzanti di Hutchinson e alla spinta offensiva di Tomori. Proprio il ko dell'inglese, trasformato da centrale titubante in terzino destro attento dietro e propositivo avanti, ha costituito forse la svolta della partita: l'ingresso di Modric al suo posto (con Musah spostato in fascia e il croato a duettare con Jashari nel cuore del centrocampo) questa volta non ha acceso la luce. Perdipiù il numero 14 ha pure perso il pallone velenoso di quel 2-3 che ha messo in ginocchio il Diavolo.

Apertissimo invece il discorso sulla inconsistenza di Gonzalo Ramos: il 9 portoghese ancora una volta ha fatto flop, praticamente non ha mai tirato in porta, sempre controllato bene dai centrali bolognesi. Ma anche il suo apporto alla manovra si è rivelato insufficiente: tanti palloni regalati agli avversari, iniziative timide e pasticciate. Questa volta Amorim ha provato a giocarsi anche la carta Camarda, fin qui utilizzato solo 9 minuti in campionato: una mezz'ora trasparente, con un'unica grande occasione sprecata (colpo di testa a lato di poco su cross pennellato di Cissè) e il pallone perso a centrocampo che ha dato il "la" all'azione del definitivo 2-4.

Da sottolineare come - nella ripresa - anche prima del pareggio (sfortunata la deviazione di Bartesaghi sulla punizione di Miranda) siano state del Bologna le uniche due occasioni pericolose. Campanelli d'allarme rimasti evidentemente inascoltati.

Da qui a sabato a Milanello si farà la conta di assenti e presenti. Il derby è in casa, l'ideale per riscattare un brutto passo falso nel risultato e nell'atteggiamento. E per provare ad accorciare quel -7 che fa così tanto male ai cuori rossoneri.

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