Napoli, De Laurentiis: "Scudetto? Ce la giocheremo fino alla fine, sei punti dalla Juve sono niente"

Il presidente azzurro: "Cavani lo accoglieremmo a braccia aperte, ma deve rinunciare a una parte del suo stipendio. Var? Così non funziona"

Napoli, De Laurentiis: "Scudetto? Ce la giocheremo fino alla fine, sei punti dalla Juve sono niente"

Mercato, scudetto, Juve, Var. Il solito, scatenato, De Laurentiis fa il punto della situazione in casa Napoli: "Con il recupero di Meret, Younes e Ghoulam è come se noi il mercato di gennaio lo avessimo già fatto in casa perché questi sono tre grandi giocatori. Cavani? Il Psg piuttosto che pagarlo scontento potrebbe anche darcelo gratuitamente, noi lo accoglieremmo a braccia aperte se rinunciasse a una parte del suo stipendio". Sullo scudetto: "Sei punti dalla Juve sono una manciata di vento che non significa nulla. Ce la giocheremo fino alla fine".

SULLO SCUDETTO
"Sono battute scaramantiche, né sogno né utopia, Ancelotti è un bravissimo allenatore, abbiamo bravissimi giocatori, bisogna avere pazienza, bisogna che la Var abbia un occhio più obiettivo sugli accadimenti in modo che il campionato rimanga equilibrato e rispettoso dell'impegno di tutti i club, questo è essenziale. Ce la giocheremo in molti, e noi del Napoli fino alla fine".

SULLE PAROLE DI SARRI: "A NAPOLI HO FATTO IL MASSIMO"
"Ian Fleming aveva scritto di James Bond "Mai dire mai".
 
SU ANCELOTTI
"Con Ancelotti ci sentivamo da 5 anni, era un mio obiettivo perché non bisogna mai smettere di pensare alle cose migliori, quindi al di là dei sogni prima o poi si sarebbe verificata l’occasione per portarlo a Napoli. Carlo finalmente ha trovato una casa italiana dalla quale mancava da tempo. E poi vedete che casa? In quei pochi attimi di libertà può vedere meraviglie senza fine, per me è il masimo e anche per lui è il massimo".

SUL MERCATO
"Intanto non è che dobbiamo rimanere attaccati alla Juve, ma ai vertici di una classifica dove c’è un'Inter che spinge, un Milan che ci prova, una Roma che prima o poi ripartirà, è troppo affrettato dire che combattiamo solo con Juve, quest’anno è molto equilibrato. Il mercato negli anni è stato fatto con molta capacità, Jorginho è stato lasciato andare via perche’ non interessava ad Ancelotti, secondo accordi per cui non potranno - se non con il nostro consenso - portare via dei giocatori nati a Napoli e allenati da Sarri. Jorginho è andato via perché non rientrava nelle modalità di gioco del nostro allenatore e anche per dare spazio a dei giovani, come Diawara, Zielinski e Rog. Noi siamo tanti ora e anche per quel che riguarda gennaio con il recupero di Ghoulam, Meret e Younes è come se l’avessimo fatto in casa, il mercato. Ghoulam lo conosciamo già, Younes è una forza della natura per me, per Giuntoli e anche per Ancelotti e Meret, Carlo lo considera come il portiere dei prossimi 20 anni".
 
SU CAVANI
"Io credo che il calcio si faccia in 11 e non con uno o due giocatori. Se il signor Cavani volesse venire sarebbe ben accolto come un giocatore di classe, in più. Poi bisognerebbe vedere come inserirsi in un contesto di gioco alla Ancelotti.
Poi il Psg piuttosto che pagarlo scontento o inefficiente potrebbe anche darcelo in prestito o gratuitamente pur di levarsi un costo così alto di stipendio e se lui fosse in grado di rinunciare ad una parte del suo stipendio lo accoglieremmo a braccia aperte, sempre sentito il parere di Ancelotti".
 
SUL VAR
"Leggendo le dichiarazioni di Rizzoli, si segnalano 7-8 errori che sono tantissimi, avendo giocato poche giornate. Allora c'è qualcosa che non va. Che qualunque tipo di incidente non venga segnalato dalla cabina di regia all’arbitro, l’arbitro non ha la visione totale. Non è lui che deve interrompere il gioco, è la cabina di regia che deve dire interrompi perché abbiamo visto una cosa che non va, adesso te la spieghiamo, poi se tu vuoi te la vai a rivedere. Così dovrebbe essere. Ancora non è stato messo a punto il Var, allora poi nascono varie supposizioni, le false interpretazioni, gatta ci cova, allora vogliono favorire tizio, sfavorire caio. No, noi cerchiamo di dire a cosa serve il Var? Serve per dare chiarezza, per sgombrare il campo da qualunque ipotesi di imbroglio, quindi deve aiutare l’arbitro a non essere messo in mezzo perché altrimenti uno cosa pensa? Uno pensa che calciopoli non è ancora finita. Il Var esiste in tanti altri sport, perché non deve esistere nel calcio? Dove tra l’altro la mafia mondiale muove da Singapore 500 miliardi di dollari in nero sulle scommesse, allora può capitare di tutto, il Var ci aiuterà a giudicare ciò che è giusto e ciò che non lo è. Ecco perché dico che deve essere matematico".
 
SU CRISTIANO RONALDO
"Sono molto amico di Mendes, mi ha chiamato e mi ha detto: 'Se ti proponessi CR7?'. Ti ringrazio ma non me lo posso permettere, mi hanno insegnato a non fare mai il passo più lungo della gamba... nel calcio sai che certi fatturati non li puoi superare. Ad un certo punto io proposi a Mendes: 'Fino a 250 milioni di fatturato mi tengo tutto io, dopo va tutto a Ronaldo. Chiaramente lui ha trovato il modo di fatturare di più con la Juve, e va bene così, immaginati poi che caos anche come dissapore a livello di spogliatoio, sarebbe stato. Sarebbe satto giusto spostare l’asse da Ancelotti a Ronaldo? O levare di mezzo Insigne, Mertens, da tanti altri che uno aveva già preso? Io credo che noi dobbiamo andare avanti per la nostra strada, io ho sempre desiderato una squadra giovane per poterla tenere nel tempo, per me la continuità è molto importante. Koulibaly, seppur mi abbiano offerto tantissimi soldi questa estate – e non vi dico quanti – è rimasto a Napoli".

SULLA JUVE
"Ma quale è questa distanza? Sei punti sono una manciata di vento che non significa nulla. Speriamo che d’ora in poi la Juventus che incontrerà squadre meno facili abbia più difficoltà di percorso, e noi trovando squadre meno forti – perché le abbiamo già incontrate – possiamo recuperare qualche punto. E poi alla fine vinca il migiore, bisogna essere anche sportivi... (pausa, ndr) Cioè noi".
 
SULL'ALLENATORE
"Avevo detto che ci sarebbero volute 8-9 partite perché tutto si assestasse, devo dire che Ancelotti in un gioco di modestia non ha disperso i valori di Sarri, ha fatto tesoro di alcune cose e ne ha stravolte altre. Adesso stiamo giocando col 4-4-2... Un determinato giocatore che nel 4-3-3 poteva giocare al posto, ad esempio, di Insigne, adesso devo risistemarlo forse a centrocampo, ma questo non è compito mio e poiché abbiamo un allenatore che sa perfettamente giudicare, io sto fra due guanciali".
 
SULLO STADIO
"Lo stadio a Ponticelli? Le attività connese erano state già date ad altri attori del caso, per questo mi sono tirato fuori. Il San Paolo ha tante problematiche, bisogna capire - rispetto ai 120 milioni che sono serviti per lo Juventus Stadium - quanti ce ne vorranno per il San Paolo... Diventa uno stadio da tollerare con cautela. Rifacciamo la pista di atletica per le universiadi? Ma prima facciamo operazioni strutturali.
Come vorrà lo stato affrontare questo problema per rifar fare gli stadi nuovi? Io mi lamento del San Paolo perché quando vedo che il Psg paga un milione di affitto e a noi viene chiesto da tre anni 1 milione e 800-900 mila euro, ma tu non puoi andare a domanda individuale, il Coni con un expertise ha detto che non si può affittare a più di 450-550 mila euro, ti devi fermare lì. Se tu non vuoi fermarti lì, io non ti pago. Andiamo in causa. Vuoi che io vada a giocare al San Nicola di Bari, pur nella forte rivalità fra tifoserie? Non ci metto nulla ad avere dalla Uefa l’agibilità e portare lì anche 50mila persone a mie spese. Se deve esere un braccio di ferro, vediamo chi se lo spezza...".

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