La protesta

Lazio, gli ultrà confermano il boicottaggio: niente abbonamenti e stadio vuoto contro Lotito

I gruppi organizzati hanno deciso di proseguire la contestazione al club. Presenti solo in trasferta e per il derby

05 Giu 2026 - 13:40
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La protesta dei tifosi della Lazio proseguirà anche nella prossima stagione. Attraverso una nota i gruppi organizzati hanno annunciato l'intenzione di non abbonarsi e di non presenziare alle gare casalinghe sia in campionato sia in Coppa Italia. Una protesta, quella contro la gestione di Claudio Lotito da parte dei supporter biancocelesti, che non si ferma: "Da quando è alla presidenza abbiamo smesso di sognare". I tifosi però seguiranno la squadra in trasferta e saranno presenti ai derby. Un gesto che rappresenta l'ennesimo "estremo atto d'amore", ma che priverà la Lazio del proprio pubblico anche nella nuova stagione. A meno di una marcia indietro del tifo organizzato, nemmeno la novità di Gennaro Gattuso in panchina e la volontà espressa dalla società di riconquistare quell'Europa mancata per due stagioni consecutive, la Lazio non avrà dunque il supporto del proprio pubblico.

Gli altri passaggi del comunicato

ll boicottaggio però non si ferma qui, come spiegato nella nota degli ultrà laziali: "Non rinnoveremo gli abbonamenti alle piattaforme che trasmettono a pagamento le partite della Lazio per sensibilizzare ulteriormente l'ambiente sportivo italiano sul gravissimo stato in cui verte la nostra amata Lazio. I supporter biancocelesti criticano inoltre la mancanza di un progetto serio - "solo approssimazione, si vive alla giornata senza avere una visione a lungo termine", sottolineando che i "fatti" promessi dal presidente "hanno dimostrato un chiaro ed evidente fallimento".
L'attacco si dirige poi verso i tifosi della Roma all'interno della società, assunti "a causa dell'amichettismo di Lotito", accusato di aver rimpiazzato "i pochi laziali rimasti a Formello con presunti e discutibili professionisti che nulla sanno della nostra storia".
Un ulteriore passaggio riguarda il progetto dello stadio Flaminio, che "è stato e dovrà essere la casa della Lazio, a misura di tifoso e di tifo".
Nelle righe finali, i gruppi del tifo organizzato chiariscono che "nessuno è obbligato a seguire le nostre scelte", ma invitano "tutti i tifosi della Lazio a sentire il proprio cuore, la propria coscienza e rispettare la propria dignità".