Mourinho non trattiene l'emozione: lacrime nel minuto di silenzio per Silvino
© da video
© da video
Lo Special One senza freni: dal ticket per risollevare il movimento azzurro fino all'Inter del suo 'allievo' Chivu. "Complimenti per lo Scudetto? Calma..."
di Angiolo RadiceSpesso si dice che si torna dove si è stati bene. José Mourinho non ha in mente di tornare ad allenare a Milano, ma in Italia si è sempre sentito "a casa, anche da avversario". Lo Special One è tornato nel capoluogo lombardo per la presentazione dello spot di Prima Assicurazione, un'occasione per parlare anche di tanti altri temi: dall'Inter del "suo" Cristian Chivu fino alla formula che il portoghese proporrebbe per risollevare il nostro calcio: "Io andrei con la combo M&M: Malagò e Max (Allegri, ndr)".
"Crisi calcio Italiano? È triste. Quando non vi siete qualificati ero con Rui Costa e non ci volevamo credere: 'Com'è possibile che la nostra Italia non ce l'abbia fatta?', ci chiedevamo. Però è reale, è successo", racconta Mourinho. Lo Special One poi si schiera contro l'idea di un Ct straniero per gli Azzurri (nelle ultime settimane si era parlato di Guardiola): "Non sono d'accordo: non penso che serva un allenatore straniero. L'Italia ha allenatori con il carisma, la qualità, l'esperienza... Non puoi avere Carletto (Ancelotti, ndr), ma puoi avere Max (Allegri, ndr), Antonio (Conte, Ndr) e ce ne sarebbero sicuramente anche altri...Però ci sono delle cose che si devono ripensare. Vedo per esempio un Paese come il Portogallo con 10 milioni di abitanti: le competizioni per i giovani, le condizioni di lavoro... ci sono differenze incredibili. Poi si vede la qualità dei giocatori Portoghesi che escono ogni settimana con il ct in difficoltà nel scegliere quali giocatori escludere.
Poi Mourinho propone la sua formula per far ripartire il movimento azzurro: "L'Italia deve pensare molto alla base. Penso che Malagò sia un nome forte: porterebbe tanta esperienza e mi piacerebbe tanto vederlo nel ruolo di presidente della Figc. Lui capirebbe sicuramente la necessità di cambiare la struttura di base. L'Italia è fortissima in tanti sport olimpici (Malagò era presidente del Coni prima dell' arrivo di Buonfiglio, ndr).. Io andrei con la combo M&M: Malagò e Max"
Inevitabile poi l'argomento Inter. Mourinho ha scritto pagine indelebili nella storia dei nerazzurri e oggi sulla panchina che un tempo era sua siede un suo ex giocatore, Critian Chivu: "Se mi aspettavo Chivu allenatore? Secondo me è stato molto intelligente: non è passato dal campo alla panchina da una settimana all'altra come hanno fatto altri ex giocatori. Cristian ha fatto anni con i giovani, con la Primavera, ha studiato, ha fatto i corsi. Ha fatto una piccola esperienza in una piazza come Parma, dove aveva meno pressione e responsabilità. È arrivato all'Inter in una situazione di instabilità ed è stato bravissimo a vincere lo scudetto al primo anno. Se mi sono congratulato? No, tutti sappiamo che lo vincerà però lo deve vincere. Non sono superstizioso ma credo molto in queste cose: finché la matematica non lo dirà non sarà fatta. Quando vincerà sarò lì a congratularmi".
Anche perché Mourinho e Chivu sono ancora nella chat della rosa del 2010, quella del Triplete: "Chat del Triplete? Sono terribile con queste cose. Cambio numeri in continuazione, prima in Turchia, poi in Portogallo... Sono arrabbiati con me per questo, ma alla fine troviamo sempre un modo per stare insieme. Materazzi è il responsabile di quel gruppo".
Mourinho, che nei suo anni in Italia è diventato celebre anche per le sue proteste teatrali contro gli arbitri (nella storia il gesto delle le manette in un Inter-Sampdoria), commenta l'inchiesta che sta terremotando l'Aia: "Caos arbitri? Mi sono fatto un'idea ma a me non piace fare colpevoli prima che la giustizia si esprima. In Portogallo si dice che non c'è il fumo senza il fuoco, però... speriamo. Io ho fatto battaglie più contro il sistema che contro gli arbitri".
Una battuta anche sul campionato portoghese, dove un tecnico italiano sta per laurearsi campione: "Farioli come Mourinho? Non voglio sbilanciarmi, però secondo me vincerà il campionato con merito. Sarà campione: poi può piacerti più o meno come gioca o come comunica, ma alla fine ha ragione chi vince".
Immancabile un pronostico sul Mondiale che partirà negli usa tra 45 giorni: "Chi vince? Mi piacerebbe il Portogallo, che ha il potenziale per farcela. Carletto è Carletto, anche se la gente non crede che il Brasile ce la possa fare: per me però una cosa è il Brasile con Ancelotti e un'altra è senza. Secondo me può farcela. L'Argentina è campione del mondo in carica e mi sembrano una vera squadra: uniti, compatti, che hanno piacere a giocare per la nazionale. E poi la Francia, che con tutto il talento che ha a disposizione può fare tre squadre competitive. Un giorno dovrà arrivare anche il momento dell'Inghilterra... Penso però di starmene in vacanza fino ai quarti di finale: ci sono troppe squadre che andranno lì solo per perdere. Dai quarti inizia la vera festa".
© da video
© da video