Benfica-Real Madrid: Mourinho espulso per proteste
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Il francese, simbolo della lotta la razzismo, si è espresso duramente contro le dichiarazioni del portoghese nel post partita di Benfica Real Madrid
Continua la polemica sugli insulti razzisti rivolti a Vinicius da Gianluca Prestianni e da tutto il pubblico del Da Luz durante l'andata del playoff Champions tra Benfica e Real Madrid. Le immagini e la conseguente polemica hanno fatto il giro del mondo in pochi secondi e in moltissimi si sono espressi sull'argomento (tanto che la Uefa ha aperto un fascicolo sul caso). L’ultimo in ordine di tempo è stato Lillien Thuram. L'ex difensore visto con le maglie, tra le altre, di Juventus e Barcellona dopo aver chiuso la carriera da giocatore è stato tra gli ex calciatori più attivi nella lotta al razzismo. Il papà di Marcus e Khéphren ha commentato molto duramente i fatti di Lisbona, prendendosela in particolare con un altro protagonista della vicenda: "La natura delle parole di Mourinho dice molto sul perché non si vada avanti. È un grande allenatore, con una carriera eccezionale, ha lavorato con molti giocatori neri nella sua vita e questo non gli impedisce, primo, di dubitare della veridicità dell’atto razzista e, secondo, di interrogarsi sulla responsabilità della vittima per il modo in cui ha festeggiato il suo gol. Ma come può dire una cosa del genere? Ma chi è lei, signor Mourinho, per permettersi di decidere cosa Vinicius ha il diritto di fare o non fare? In questo giudizio c’è un sentimento di superiorità e di narcisismo bianco".
Poi l'ex difensore dà la sua lettura dei fatti: "L’atto di razzismo di cui è stato vittima Vinicius non è legato al suo comportamento, ma al colore della sua pelle. Pensate che i bambini vittime di atti razzisti a scuola o nel calcio lo siano per il loro comportamento? No. Allora cosa dovrebbero fare? Che Vinicius e i bambini vadano a giocare con un altro colore della pelle? Mourinho suggerisce che possa essere, in qualche modo, colpa di Vinicius. Che in fondo se la sia cercata. È di una violenza totale. Questo sentimento di superiorità che alcune persone bianche hanno e che impedisce loro di mettersi al posto delle vittime. Servirebbe più umiltà. E come si può non prendere in considerazione ciò che dicono i giocatori? Allora è questo: Vinicius è pazzo, ha inventato un insulto ed è corso dall’arbitro? Anche Mbappé l’ha sentito, quindi è pazzo pure lui? I neri sono pazzi, è così? Sono paranoici e inventano storie..."
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Poi la chiusa di Lillian: "Quando Mourinho cerca di farci credere che Vinicius sia responsabile del razzismo che subisce, è patetico. Con questa analisi diventa una piccola persona, un piccolo uomo. Finché ci saranno comportamenti come questo, non saremo tutti uniti nella lotta. Ed è anche questa la storia del razzismo. Mourinho non analizza l’atto razzista come uomo, ma come uomo bianco. Non siamo obbligati a pensare attraverso il colore della pelle"
Mourinho aveva parlato così dell'episodio nel post partita: "Quando succede in tanti stadi, sempre con lo stesso giocatore, c'è qualcosa che non va e che non capisco. A Vinicius ho detto: 'Perché devi festeggiare così un gol? Non puoi farlo in modo normale, con la felicità per essere un grande giocatore come facevano Di Stefano, Pelé o Eusebio?'. Il Benfica non è un club razzista, la nostra leggenda Eusebio è un giocatore nero. Prestianni mi ha detto una cosa, Vinicius un'altra, per questo non voglio prendere una posizione definitiva".