il caso

La Juventus ricorre in Cassazione contro Cristiano Ronaldo per gli stipendi nel periodo Covid

La Juventus ricorre in Cassazione nel contenzioso contro Cristiano Ronaldo sui 9,8 milioni legati alla manovra stipendi Covid

13 Ott 2026 - 12:35
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Non si ferma la battaglia legale tra la Juventus e Cristiano Ronaldo a proposito dei compensi arretrati risalenti al periodo dell'emergenza Covid. Il club bianconero ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, opponendosi alla sentenza del Tribunale di Torino che lo scorso gennaio aveva confermato il lodo arbitrale favorevole al portoghese: lo si legge nel bilancio 2025/26 juventino analizzato da Calcio e Finanza.

La controversia trae origine dalla rinuncia e dal differimento delle mensilità pattuite nel 2021 attraverso la nota "carta Ronaldo", il documento da 19,6 milioni di euro rinvenuto dagli inquirenti nello studio di un legale del club. Dopo la cessione dell'attaccante al Manchester United, l'intesa svanì nei fatti, spingendo il calciatore a trascinare la società davanti ai giudici.

Nel mese di aprile 2024, il Collegio Arbitrale stabilì a maggioranza che la Juventus dovesse corrispondere al campione portoghese circa 9,8 milioni di euro oltre a interessi e rivalutazione, dimezzando la pretesa originaria e riconoscendo una responsabilità precontrattuale del club. Successivamente, l'impugnazione presentata dai bianconeri dinanzi alla Sezione Lavoro del Tribunale di Torino venne respinta il 13 gennaio 2026.

I giudici torinesi limitarono la propria analisi all'assenza di vizi formali nel lodo, condannando inoltre la Juventus al pagamento di circa 80mila euro di spese legali. Con la notifica del ricorso notificata il 27 marzo 2026, la battaglia legale approda ora all'ultimo grado di giudizio in attesa che venga fissata la data dell'udienza.

Sotto il profilo dei conti, il club bianconero ha chiarito nel fascicolo di bilancio 2025/26 che l'azione legale non genererà nuove uscite: la somma di 9,8 milioni di euro determinata dagli arbitri era infatti già stata interamente accantonata e liquidata al calciatore durante la stagione 2023/24. L'eventuale pronunciamento della Suprema Corte si concentrerà unicamente sulla legittimità di diritto delle decisioni precedenti. Qualora i giudici dovessero accogliere le motivazioni bianconere, la società torinese potrebbe così ottenere il ribaltamento della sentenza e il recupero delle somme precedentemente versate al suo ex numero sette.