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Stones e il sogno Spence-Jones, chi prima di loro? Ince e gli altri (pochi) inglesi dell'Inter

Hitchens conquistò mezzo scudetto a inizio anni '60, Ashley Young uno intero con Conte. Poi la storia di Greenhalgh, che vinse un talent e si allenò con Mourinho nel 2010

di Paolo Borella
11 Ago 2026 - 12:11
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Tre incompiuti, almeno con la maglia dell'Inter e per motivi diversi, e un vero e proprio sconosciuto, "fantasma" nella rosa dell'anno di gloria 2010, quello del Triplete. Prima di John Stones - ed eventualmente degli obiettivi di mercato Djed Spence e Curtis Jones- i calciatori inglesi a vestire la maglia nerazzurra sono stati Gerry Hitchens, Paul Ince e Ashley Young

Quindi appena tre calciatori che hanno disputato gare ufficiali in 118 anni di storia, a cui si è aggiunto il difensore arrivato a parametro zero dal Manchester City e a cui potrebbero far seguito l'esterno del Tottenham e il centrocampista del Liverpool. Tre più tre, nel caso, per raddoppiare una storia che parte da lontano. 

"Pel di carota" Hitchens, dalla miniera al (mezzo) scudetto con Herrera 

Ovvero da Gerry Hitchens, l'attaccante che arrivò all'Inter per meno di 100.000 sterline dall'Aston Villa all'inizio degli anni sessanta. Ben 18 reti nella stagione 1961/62, poi l'addio dopo appena 5 presenze e 1 gol nell'annata successiva. Passò al Torino a novembre, ma quelle prime gare gli valsero comunque (mezzo) scudetto, il primo dell'epopea di Helenio Herrera. 

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Con i compagni nerazzurri non si integrò mai fino in fondo, ma proseguì comunque la carriera in Italia con i granata e poi Atalanta e Cagliari. "Pel di carota" era un tipo schietto e umile, cresciuto lavorando in miniera e macelleria fino al trasferimento al Cardiff City e trovò una seconda casa nel nostro paese, seppur non a Milano: con 73 reti segnate, resta l'inglese più prolifico nella storia della Serie A

Giocò i Mondiali del 1962 con la nazionale inglese, ma non si fece abbastanza spazio per essere confermato nella squadra campione a Wembley 4 anni dopo. Hitchens scomparve tragicamente a 49 anni nel 1983, stroncato da un infarto in una partita di beneficenza. 

Il governatore Ince, la Coppa Uefa a un soffio e gli insulti razzisti 

Il legame tra l'Inghilterra e l'Inter è poi ripartito più di 30 anni dopo, con l'arrivo di Paul Ince dal Manchester United di Sir Alex Ferguson nel 1995. Ben 13.5 miliardi di lire per il "Governatore", centrocampista di grinta e forza fisica che fu subito apprezzato dai tifosi nerazzurri, che a San Siro cantavano: "Come on, Paul Ince, come on". 

Il presidente Massimo Moratti andava pazzo per l'inglese, che si fece spazio nella prima stagione travagliata da tre cambi di allenatore (Bianchi, Suarez, Hodgson) e poi arrivò a un passo dal trionfo in Coppa Uefa nel 1997, nella doppia finale conclusa con Ko ai rigori a San Siro contro lo Schalke 04.

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Tra le difficoltà della moglie Claire, che preferiva l'Inghilterra a Milano, e gli insulti razzisti al suo indirizzo su diversi campi, Ince preferì tornare in patria al Liverpool. Prima della non entusiasmante carriera in panchina con club come Notts County, Blackpool e Reading, fece in tempo a giocare per 53 volte con la nazionale inglese, di cui divenne il primo capitano nero nella storia

Ashley Young, il jolly di Conte e il gol "più anziano"

Storia abbastanza recente quella di Ashley Young, arrivato a metà della stagione 2019/20 per dare esperienza e soluzioni sulle fasce alla nuova ambiziosa gestione di Antonio Conte. Il secondo posto del campionato allungato dalla pausa dovuta al Covid è solo il preludio all'annata successiva, quella del 19esimo scudetto nerazzurro. 

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Il tecnico salentino lo utilizzò in modo costante nei primi mesi (in cui segnò anche 4 reti) sia sulla destra sia sulla sinistra. Qualche problema fisico complicò il secondo capitolo, comunque chiuso con il titolo di campione d'Italia e una rete storica contro l'Udinese nel giorno della festa tricolore: a 35 anni e 318 giorni, diventò il calciatore inglese più anziano a segnare nei cinque maggiori campionati europei

Tornato in Premier League, prima di ritirarsi alla fine della scorsa stagione ha giocato ancora con Aston Villa, Everton e infine Ipswich, con cui ha conquistato la promozione dalla Championship a maggio. Nel gennaio 2025, tornò alle cronache internazionali grazie all'incrocio col figlio 18enne Tyler in Fa Cup. Storia in stile Lebron e Bronny James nella Nba. 

Greenhalgh, l'inglese dimenticato: dal reality al triplete (in allenamento)

Non ha mai giocato partite ufficiali con la prima squadra, ma Ben Greenhalgh è entrato a suo modo nella storia dell'Inter proprio nell'anno del triplete. Con un percorso tutto suo: a 17 anni, nel 2010, vinse il reality britannico Football's Next Star facendosi spazio tra più di 2.000 concorrenti e fu selezionato dai nerazzurri tra i dieci ragazzi scelti per vivere e allenarsi in Italia in attesa di una chiamata. 

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Esterno d'attacco rapido, iniziò nelle giovanili e poi fu chiamato ad allenarsi tra i grandi da José Mourinho. L'esordio con Milito, Zanetti e Julio Cesar non arrivò, ma leggenda narra (alimentata dalle interviste dello stesso protagonista) che abbia ricevuto anche lui una medaglia per il trionfo in Champions League. Dopo una parentesi da 8 reti con il Como in Serie C, tornò in patria nelle serie minori dove gioca tuttora, a 34 anni, nei dilettanti del Dartford, con il doppio ruolo di calciatore-allenatore. Può essere considerato l'inglese più famoso ad aver quasi giocato con l'Inter.