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Chivu: "Gli arbitri non sono il problema del calcio italiano, non vedo fantasmi. Juve non decisiva"

Alla vigilia di Inter-Juventus parla Cristian Chivu in conferenza stampa: le dichiarazioni del tecnico nerazzurro verso il Derby d'Italia.

13 Feb 2026 - 14:38
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Domani c'è una partita di una discreta importanza, per usare un eufemismo, per l'Inter eppure gran parte della conferenza della vigilia di Cristian Chivu verte, causa domanda della sala stampa, sulle polemiche arbitrali: "Il calcio italiano e noi tutti dobbiamo migliorare in tante cose ma non sul piano arbitrale, poi ovvio che loro come tutti possono fare meglio. Il problema non sono gli arbitri: se l'Italia non va al Mondiale da 11 anni è colpa degli arbitri? Parliamo sempre delle stesse cose anche dopo l'avvento del Var, ci si lamenta sempre contro la propria squadra. Quando vedrò un allenatore dire: l'arbitro mi ha favorito...". E poi, sulla 'paura' di possibili condizionamenti a causa delle proteste di una società: "Non temo niente, non vedo fantasmi. Sono stato scelto per trovare soluzioni, non per lamentarmi".

Si passa al Derby d'Italia: "La Juventus è migliorata tanto con Spalletti, gli ha dato un'identità in poco tempo. Questa è una partita in cui trovi qualche stimolo in più, un match importante non solo in Italia ma la vera sfida è trovare le motivazioni anche contro squadre inferiori sulla carta. Dobbiamo essere pronti come sempre, anche accettando che non potremo avere sempre il dominio del gioco". Poi una battuta sul fatto che Spalletti non parla in conferenza: "Io ho chiesto che venisse Lautaro (ride, ndr). Una scelta che condividerei volentieri, parlare ogni tre giorni non è facile".

Vincendo sarebbe la svolta decisiva per lo scudetto? Chivu non ci sente: "Mancano 14 partite, in questo momento un risultato non fa tanto la differenza se non a livello morale e mentale. Il campionato è ancora lungo".

Confermate le buone notizie dagli ultimi allenamenti: "Barella e Calhanoglu sono a disposizione". Una carezza a Thuram: "La storia della sua famiglia è molto bella, nonostante la rivalità è normale che rida col fratello perché lo ama. Io gli chiedo solo di essere più egoista sotto porta2. Sul momento della squadra, che ha ingranato proprio dopo il 3-4 dell'andata: "Il merito è dei ragazzi, hanno tirato fuori l'orgoglio e siamo cresciuti pian piano. Ho chiesto di non guardare mai la classifica, è importante l'equilibrio e avere più rispetto per noi stesso: così non subentra la presunzione quando affronti le piccole e non vai oltre quando affronti le big".

Infine i complimenti a Federica Brignone: "È un modello, e noi del calcio dobbiamo imparar qualcosa. Spesso veniamo giudicati solo per i risultati ma è giusto solo fino a un certo punto. La storia di Brignone è bella, nessuno ci credeva se non lei: sono cose commoventi".

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© sportmediaset  | Solo due squadre hanno segnato più gol in campionato dell'Inter finora, nelle top 5 leghe europee, e non sono il City di Haaland né il Real Madrid di Mbappé...
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