Inter, Icardi va all'attacco dei tifosi

Post durissimo del capitano nerazzurro: "Se non la ami quando perde, non amarla quando vince"

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Passi per una certa rabbia figlia di un momento obiettivamente e indiscutibilmente complicato. Mauro Icardi, però, non ci sta e se la prende con i tifosi nerazzurri per i fischi, pesantissimi, che hanno accompagnato l'Inter nel corso di tutta la partita - persa - contro il Bologna. Una contestazione che Maurito non accetta alla quale risponde a suo modo, quindi via social, in maniera molto dura: "Se non la ami quando perde, non amarla quando vince" scrive su Instagram Icardi. "Accetto volentieri le difficoltà e gli ostacoli come passi importanti sulla scala del successo. Sempre #forzainter".

Uno sfogo che non ha bisogno di traduzioni e che potrebbe provocare, però, un'ulteriore frattura tra l'argentino e il suo popolo. Ma d'altra parte, quello che pare essere in corso nel club nerazzurro è un vero e proprio tutti contro tutti, una tempesta perfetta che ha travolto l'Inter, il suo spogliatoio, il rapporto giocatori-allenatore, l'equilibrio societario e non solo il dialogo tra squadra e tifosi. Una crisi ambientale che si unisce a quella tecnico-tattica apparsa quanto più evidente ieri con la mossa disperata di schierarare Ranocchia centravanti: un tunnel inziato a dicembre con l'eliminazione dalla Champions, proseguito con le frasi destabilizzanti di Wanda Nara, lo stop punitivo inflitto a Nainggolan, le bizze di Perisic e un mese di gennaio senza reti in campionato e l'esclusione dalla Coppa Italia. 

In una situazione normale il post di Icardi (cui hanno fatto da apripista le parole della moglie a Tiki Taka: "Mauro ha sempre dato il massimo, ha fatto tanti gol e i conti si fanno alla fine. Come capitano è il primo che sta male per la situazione") avrebbe il significato di una chiamata collettiva alle armi in difesa del club, ora come ora rischia di essere altra benzina sul fuoco. La settimana, in ogni caso, si è aperta così e su questa lunghezza d'onda proseguirà fino alla partita col Parma, una sfida decisiva, almeno per Spalletti. Perché, come sempre, chi paga per primo è l'allenatore, anche quando non è di certo il solo colpevole.

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