Gianfelice Facchetti chiama Moratti

Il figlio dell'ex presidente nerazzurro in esclusiva a 4-4-2: "Icardi bandiera? Sarà il tempo a dirlo""

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Dal rinnovo di Icardi al possibile ritorno di Moratti. Gianfelice Facchetti, figlio dell'ex presidente dell'Inter, interviene sulla situazione del club nerazzurro: "La firma di Icardi lo rilancia e lo responsabilizza ulteriormente come figura nell'Inter di questa stagione e del futuro - dice in esclusiva a 4-4-2, su sportmediaset.it -. Mauro bandiera? Sarà il tempo a dirlo". Su Moratti: "Serve una figura come la sua".

Gianfelice Facchetti commenta così il rinnovo del contratto di Maurito: "Mi piace come l'ho visto ultimamente, questa nuova firma lo rilancia e lo responsabilizza ulteriormente come figura nell'Inter di questa stagione e del futuro. Si era parlato molto di questo e si è arrivati a quello che tutti volevano, cioè convincerlo a restare con questa maglia e con la fascia da capitano. Wanda Nara ha detto che Icardi vuole diventare una bandiera nerazzurra? A un giocatore che lotta come contro la Juve non si può dire niente. Però bisogna anche concedere del tempo, a 20 anni non si può dire che si vuole diventare la bandiera di una squadra, già basterebbe dare tutto per la maglia che si indossa e poi se diventerà una bandiera sarà il tempo a dirlo".

Da giorni, nonostante le smentite, si parla con insistenza di un possibile ritorno di Moratti nell'Inter: "Pensare che non possa far il bene dell'Inter è assurdo. E' una persona che ha dato tutto per la squadra, della quale è stato il presidente per molti anni. L'importante è che non sia un modo per delegare solo lui ma che ci sia un lavoro da parte di tutti. Bene che ci sia una figura che riporti alla tradizione dell'Inter ma il lavoro deve essere fatto da tutti, anche da esponenti della nuova proprietà. Nell'immediato secondo me non succederà comunque, almeno fino a che non si definisca tutto a livello dirigenziale".

Il figlio di Giacinto difende il lavoro di De Boer: "Fino ad oggi si sono visti dei segnali incoraggianti e delle potenzialità della squadra. Essere partiti in ritardo magari richiede più tempo rispetto agli altri, non tutto funziona ancora, qualche sconfitta pesa, soprattutto in Europa League, dove già la prossima gara è decisiva. Però delle cose buone si sono viste, bisogna sostenerlo nel suo lavoro e lui deve sintonizzarsi anche con il gioco delle altre squadre e andare alla ricerca di equilibrio".

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