La palla avvelenata dello scudetto: tensione Inter tra errori e orrori
La rabbia per i torti arbitrali ma anche limiti propri: e il Milan può accorciare ancora
© Getty Images
La partita con l'Atalanta, reduce dalla pesante sconfitta in Champions contro il Bayern Monaco, era l'occasione per rialzare la testa dopo la sconfitta nel derby. L'Inter esce invece da San Siro con un pareggio che frena ancora la sua corsa verso lo scudetto e che potrebbe far ulteriormente avvicinare il Milan, e con la rabbia di una squadra che si sente penalizzata. Il silenzio stampa nel dopo gara non solo di Cristian Chivu ma anche della dirigenza nerazzurra fanno più rumore delle parole: sotto accusa c'è la direzione di gara dell'arbitro Manganiello e le sue decisioni in occasione del gol dell'1-1 firmato Krstovic e su un fallo ai danni di Frattesi da parte di Scalvini in area bergamasca.
La squadra di Chivu si ritrova improvvisamente a fare i conti con i fantasmi di una stagione che rischia di complicarsi maledettamente: in caso di successo all'Olimpico contro la Lazio domenica sera il Milan si porterebbe infatti a -5 dai nerazzurri, dimezzando così lo svantaggio in due partite. La rabbia interista non nasce dalla gara contro l'Atalanta: il mani di Ricci in area rossonera nel finale del derby, giudicato non rigore prima dall'arbitro Doveri sul campo e il giorno dopo dai vertici dell'Aia, era stato digerito a fatica. E ora altri due episodi che aumentano la tensione in casa nerazzurra e che rischiano di avvelenare la lotta per il titolo.
Orrori arbitrali, quelli che l'Inter sottolinea. Ma è innegabile che la squadra di Chivu stia pagando anche un conto salato alla stanchezza fisica e alla mancanza di lucidità. L'Inter soffre l'assenza del suo capitano Lautaro Martinez - che dovrebbe tornare nella prossima trasferta di Firenze - fondamentale non soltanto per i gol ma per la partecipazione al gioco della squadra e il sacrificio, e quella in mezzo al campo di Calhanoglu. Dopo aver dovuto fare a meno per quattro mesi di un elemento importante come Dumfries senza avere un sostituto all'altezza, l'Inter accusa la flessione di alcuni uomini chiave. Tra questi Marcus Thuram, impreciso sottoporta e lontano parente dell'attaccante esplosivo e imprendibile che trasformava in gol ogni pallone che aveva tra i piedi. Senza il Toro, Pio Esposito a sostenere l'attacco non basta. La strada verso il tricolore si è improvvisamente fatta impervia e si sta trasformando in una spietata guerra di nervi dove ogni punto pesa come un macigno. L'Inter dovrà ritrovare in fretta energie e serenità, prima che la palla dello scudetto le sfugga definitivamente di mano.