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Inter, Conte: "Mi piace troppo vincere, ora le vittorie valgono 6 punti"

Il tecnico è raggiante: "Non siamo squadra che può fare calcoli"

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Antonio Conte è raggiante per il successo sul Cagliari, che avvicina l'Inter allo Scudetto. "Le partite iniziano ad essere di meno e le vittorie valgono 6 punti. Il Milan aveva vinto e per noi era importante mantenere le distanze - ha spiegato il tecnico nerazzurro -. Non è semplice ma ci stiamo abituando, per tanti è la prima volta il trovarsi sotto pressione così, il giocare sempre per vincere. Sono soddisfatto. Mi piace troppo vincere".

Getty Images

In casa Inter può iniziare il countdown Scudetto, ma Conte frena. "Conto alla rovescia tra virgolette. Noi dobbiamo giocare per vincere, col pedale sempre spinto - ha spiegato ai microfoni di Dazn -. Non siamo squadra che può fare calcoli e nemmeno io voglio farli perché mi piace troppo vincere e voglio trasmettere questo ai calciatori. Stiamo iniziando a vedere la meta ma non è raggiunta, abbiamo vinto tre gare pesanti in otto giorni ma al tempo stesso sappiamo che non bastano perché mancano otto partite e dobbiamo continuare a vincere".

Sul suo scatto al gol di Darmian. "Sono sempre in tensione partita, quello scatto era un premio per i ragazzi, così come il bacio ad Hakimi. Mi considero un fratello maggiore. Loro sanno l'affetto che provo nei loro confronti, sarei pronto a buttarmi nel fuoco. Romelu? Spesso e volentieri capita anche a lui un bacio".

Il tecnico nerazzurro è felice per la crescita costante della squadra. "Sicuramente è una squadra che sta dimostrando stabilità, come già l'anno scorso quando abbiamo fatto 81 punti e una finale di Europa League. Senza stabilità non si arriva secondi dietro la Juve, è inevitabile poi che ci sono margini di crescita. I ragazzi lo sanno ma la mentalità, la cattiveria, il sentire il sangue iniziamo a sentirlo anche noi. Questo è merito dei calciatori che credono fortemente in quello che viene detto loro quotidianamente sul campo e come concetti".

Sulla scelta di inserire Lautaro al posto di Sanchez, rinunciando all'opzione tridente. "A volte è capitato di dover mettere il terzo attaccante, ma quando Sanchez è in panchina perché sa sparigliare le carte. Volevo continuare facendo entrare Lautaro perché sapevo che lui e Lukaku sono affiatati. Cambiare sistema in quel momento non serviva, avendo tanta qualità in mezzo al campo sapevo che i giri potevano cambiare. Se non avessimo segnato negli ultimi dieci minuti, avrei messo Pinamonti punta centrale con Lukaku e Lautaro ai suoi lati. Ma in quel momento preferivo continuare ad avere qualità perché in porta arrivavamo nonostante l'ottima fase difensiva del Cagliari e l'ottimo debutto di Vicario al quale faccio i complimenti, ha fatto una bellissima partita e la sicurezza mostrata fa ben sperare per il suo futuro. Se Sanchez fosse stato in panchina magari avrei forzato subito". 

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