Ecco chi è Marcelino, il probabile nuovo allenatore dell'Inter

L'exploit nelle ultime stagioni col Villarreal, poi l'addio turbolento in agosto

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Marcelino Garcia Toral, per tutti semplicemente Marcelino. Asturiano, classe 1965. È lui il probabile nuovo allenatore dell'Inter. O, per lo meno, il candidato più forte dopo il primo giorno di consultazioni e colloqui a Milano. Dietro alla decisione di Suning, che verrà ufficializzata solo dopo la partita con il Crotone - a meno di clamorosi ribaltoni e del ritorno in auge di Pioli - c'è la lunga mano di Kia Joorabchian. Aveva portato Joao Mario, ora inciderà anche sulla scelta della dirigenza cinese.

Per descrivere al meglio il tecnico spagnolo sarebbe riduttivo - ma non si può farne a meno - partire solamente dal suo addio al Villarreal che risale allo scorso 10 agosto, esattamente il giorno successivo all'ufficialità di De Boer sulla panchina dell'Inter. Un'estate turbolenta quella di Marcelino, in parte assimilabile a quella di Mancini con l'Inter: entrambe si sono concluse con un addio a pochi giorni dall'avvio ufficiale della stagione.

LA LITE CON MUSACCHIO E L'ADDIO
Rapporti tesi, tesissimi, con la dirigenza: divergenze sul mercato. Poi la sconfitta in amichevole contro il Deportivo (2-0), l'infortunio grave per Soldado. In mezzo una lite, furibonda, tra tecnico e Musacchio (il difensore che in estate era stato molto vicino al Milan) in merito alla fascia di capitano, tolta da Marcelino all'argentino. E la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata proprio la "rivolta" della squadra nei confronti del tecnico. Secondo la stampa spagnola ci fu un vero e proprio aut aut dei giocatori nei confronti della dirigenza: "O noi o Marcelino". Con conseguente addio.

LA CARRIERA: PROMOZIONI E NUMERI
Che quindi Marcelino non abbia un carattere propriamente docile è storia. Che abbia personalità anche. Da calciatore, centrocampista, ha giocato dal 1985 al 1994 con Sporting Gijon, Racing Santander, Levante e Elche, collezionando anche 7 presenze nella Spagna Under 21. Poi un infortunio ha messo fine alla sua carriera, facendogli però fare il salto in panchina. Il primo incarico importante è stato nel 2003 proprio a Gijon, poi Recreativo, Racing Santander, Saragozza, Siviglia e Villarreal. Esperto di promozioni, ha ridato lustro al Villarreal: proprio il "sottomarino giallo" ne aveva decretato l'esonero ai tempi di Siviglia. Poi, a Vila-real, in tre anni e mezzo ha prima riportato la squadra in Serie A, poi ha ritrovato subito l'Europa: due sesti posti e un quarto. Come tecnico vanta in Liga 242 partite, con uno score di 99 vittorie, 63 pareggi e 88 sconfitte, con 311 gol fatti e 287 subiti.

IL SUO CALCIO E LA BUFERA CON KLOPP
Per avere un'istantanea del calcio di Marcelino si potrebbe chiedere a Sarri: nella scorsa Europa League il Villarreal ha eliminato il Napoli di Higuain. Il tecnico spagnolo ha un credo: un calcio di grande intensità. Per quanto riguarda il modulo è spesso un 4-1-4-1, o un 4-4-2, con un difensore più posizionale e uno più agile (come erano Ruiz e Bailly, ora allo United). La partita perfetta, per Marcelino, è quella "in cui non ci tirano mai in porta. Non mi piacciono le squadre che fanno il tiki-taka e non concludono, mi piaceva molto il Borussia di Klopp". Un manifesto. Con Klopp, però, è stata bufera, proprio nell'ultima Europa League, durante la semifinale tra Villarreal e Liverpool. L'esultanza smodata del tecnico tedesco non è andata giù a Marcelino, che in conferenza stampa aveva detto: "Sarà un grande allenatore, ma non vorrei mai essere come lui". Con tanto di risposta del tedesco: "E io non vorrei essere come lui".

COME LO DEFINISCONO
In un articolo de "L'ultimo uomo" del 2015 Marcelino viene definito come "un pragmatico sacchiano". Il suo 4-4-2 portato all'esasperazione si sublima quindi nell'annullamento del potenziale avversario, nelle ripartenze, "nel bloccare i grandi giocatori che ti possono fare male". Lo studio degli avversari, quindi, come dogma. La volontà di controllare tutti gli aspetti del club come norma. In un'Inter dalle molte anime, non sarà facile.

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