"L'Inter? Una cosa surreale perché avevo giocato per cinque squadre in tre anni. Non me l'aspettavo questa chiamata da una squadra così grande. Il mio primo pensiero era fare step by step, ma se l'Inter ti chiama c'è poco da fare". Parole del difensore dell'Inter Yann Bisseck al Festival dello sport di Trento. "Ho voluto parlare in prima persona coi dirigenti nerazzurri perché non ci credevo, poi è stato facile accettare". E ancora: "Da Darmian ho imparato tantissimo, è un difensore che gioca prima di tutto con il cervello. Ho solo 25 anni e credo che con l'aiuto dei compagni, del mister e della società posso fare ancora meglio. Chivu è molto attento al cervello, ha fatto un grande lavoro rimettendo insieme il gruppo dopo la finale persa in Champions. Vogliamo vincere la Champions, perché ci siamo andati vicini due volte. Sappiamo che possiamo arrivare fino in fondo".
Poi l'ammissione: "In Portogallo ho pensato di mollare. Sono stato infortunato per 8 mesi, quando sei sempre fuori inizi a pensare che forse il calcio non è per te. Dio mi ha dato un'altra opportunità". E ancora: "Imparare la lingua del paese dove giochi è segnale di rispetto. Anche se ancora non lo parlo benissimo quella paura devi buttarla fuori. I compagni di squadra mi hanno insegnato qualche parola, solo parolacce". Sul razzismo: "Non ho spazio nella testa per la stupidità - ha detto Bisseck - Il razzismo c'è sempre stato e sempre ci sarà anche se non so il motivo. Non credo esista un modo, diciamo così, per eliminare il razzismo. Non sono convinto che si possa portare tutte le persone ad avere lo stesso pensiero".