L'ANALISI

Aggressiva, veloce, determinata, europea: nasce l'Inter di Inzaghi

Tra Napoli e Shakhtar la svolta alla stagione. E il nuovo tecnico ha già fatto meglio di Conte...

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La settimana magica dell'Inter, che sabato sera si concluderà in discesa -nel senso del valore degli avversari- a Venezia è in qualche modo il primo punto d'arrivo dell'era Simone Inzaghi che, dettaglio affatto irrilevante, ieri sera ha mandato in archivio la gestione Conte conquistando, per la prima volta dopo 10 anni e con un turno d'anticipo, la qualificazione agli ottavi di Champions. Lo strappo, in questo senso è netto, anche se sarebbe ingiusto non dare merito a quanto costruito dal tecnico salentino nelle sue due stagioni interiste. Va da sè, però, che il passaggio del turno è anche la conseguenza di un gioco che meglio si adatta ai panorami europei, che è più dinamico e coraggioso e, di conseguenza, porta in dote più gol e più punti.

Contro lo Shakhtar, così come accaduto contro il Napoli -snodo decisivo di questa prima parte di stagione nerazzurra-, l'Inter ha dominato la partita con la forza del suo gioco e calciato verso la porta avversaria una quantità industriale di volte (15 soltanto nel primo tempo contro gli ucraini!). Da attenta in difesa e letale in ripartenza è diventata una squadra spinta in avanti senza perdere l'agonismo sfrenato che aveva caratterizzato il gioco di Conte. Un atteggiamento molto più in linea con il calcio di Champions che adesso, dopo qualche passo falso iniziale, può dirsi assorbito da un gruppo che resta il più forte in Italia e può dire la sua anche in Europa. Specie se, come ancora possibile, l'Inter sarà capace, nell'ultimo turno di Madrid, di andarsi a prendere il primo posto contro il Real.

Che l'Inter abbia trovato la qualificazione agli ottavi non dovrebbe essere una notizia. Lo era, e quindi lo diventa, che mancasse da dieci anni dalla fase a eliminazione diretta. Come non era una notizia, e lo è diventato domenica scorsa, che fosse in corsa per lo scudetto e, probabilmente, la vera grande favorita per rivincerlo. Nella vittoria che ha spinto Inzaghi agli ottavi c'è la firma importante di Edin Dzeko, non a caso l'uomo con maggior esperienza europea della rosa. Con la doppietta di ieri, il bosniaco è arrivato a quota 25 gol in Champions (50 gol se si considerano quelli segnati in Europa League) e ha messo la sua firma su una partita che in qualche modo i nerazzurri -lui compreso, quanti errori...- hanno cercato in tutti i modi di buttare via. Però è proprio questa capacità di restare sempre dentro le gare che sta facendo la differenza. E' accaduto contro il Napoli, dopo essere finita sotto 1-0, ed è accaduto contro lo Shakhtar, quando il fantasma di tre gare consecutive senza reti contro gli ucraini aleggiava su San Siro.

Fatto sta che ritrovare la vera Inter a metà novembre non è un cattivo risultato. In campionato Inzaghi ha messo nel mirino Napoli e Milan (è a meno 4 e ha ottenuto 2 punti in meno rispetto alla gestione Conte), in Champions ha già staccato il biglietto che contava -e che garantirà una ventina di milioni alle casse nerazzurre- e deve solamente preoccuparsi di giocarsi il primo posto. L'Inter di Inzaghi nasce qui. Ora tutto può succedere.

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