Un anno senza Davide Astori: il ricordo non cancella il dolore, l'esempio sempre vivo

Il 4 marzo di un anno fa se ne andava il capitano della Fiorentina, una tragedia che ancora non ha spiegazione

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Le notizie, quelle più brutte, arrivano sempre quando meno te lo aspetti. Successe così un anno fa, tarda mattinata di una sin lì normale domenica che avrebbe voluto e dovuto parlare solo di calcio. E invece alle 11:52 del 4 marzo 2018, il mondo del calcio, anzi dello sport, si sentì subito più solo: "Davide Astori è morto". Ripeterlo 365 giorni dopo cambia di poco le sensazioni, un misto di dolore, tristezza, rabbia e smarrimento. 

I medici hanno spiegato che il capitano della Fiorentina se n'è andato per una "fibrillazione ventricolare da cardiomiopatia aritmogena", ma sono parole che soddisfano solo la curiosità scientifica, non leniscono certo il dolore. Una patologia subdola, la stessa che aveva colpito anche Morosini e Puerta e che spaventa visto che non guarda in faccia a età o forma fisica

In questo anno abbiamo visto ricordi, dediche, eventi in suo nome anche se non abbiamo visto ciò che volevamo: Davide Astori al comando della Fiorentina e, perché no, ancora in maglia azzurra. Rimangono tante domande, ancor più rimpianti. Il cuore ha tradito un ragazzo poco più che 31enne, ha mandato in cielo anche le maglie numero 13 di Fiorentina e Cagliari, ma, al netto dei soliti idioti, ci ha insegnato che i campioni non sono solo quelli dei Palloni d'Oro e delle copertine.

Si può essere campioni anche con l'esempio, quello che raccontano Pioli e la squadra viola ogni giorno che passa, con la semplicità, insita nella compostezza della compagna Francesca nell'affrontare il lutto e nel proteggere la figlia Vittoria, e con la lealtà, quella che gli riconoscono compagni e avversari con le lacrime agli occhi, un anno fa come ieri al 13' minuto di Atalanta-Fiorentina.

Insomma, si può essere Davide Astori ogni giorno. Anche non facendo i calciatori. Anche rinunciando alle prime pagine. Anche se lui non c'è più. Ma solo così sarà come se fosse ancora con noi.


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