Il trionfo del Cholismo: Simeone riabbraccia San Siro

Nello stadio che lo ha amato e dove un giorno tornerà ad allenare, il Cholo sogna l'ultimo miracolo

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Non sarà bello da vedere, gli esteti del calcio storcono il naso ogni volta che il suo Atletico scende in campo, ma non c'è dubbio che il cholismo è dannatamente efficace e redditizio. Manca solo un passaggio alla definitiva consacrazione di Diego Simeone e del suo modo di intendere il calcio e teatro migliore non poteva esserci, quel San Siro che lo amato da calciatore con la maglia dell'Inter e che in futuro tornerà ad abbracciarlo come allenatore dei nerazzurri.

Garra, cuore e una dose di fortuna che a certi livelli non guasta mai. E' una squadra che non molla mai l'Atletico Madrid, che riesce a colmare le evidenti lacune tecniche con i club più blasonati d'Europa chiudendo gli spazi con un pressing aggressivo e costante e affidandosi al più classico dei catenacci all'italiana senza badare troppo all'estetica quando occorre. C'è una simbiosi tale tra i calciatori e Simeone che andrebbe studiata in laboratorio. Un fine psicologo l'allenatore argentino che usa retorica e autoconvinzione per sconfiggere paure e debolezze. E se Davide (Simeone) batte Golia ((Luis Enrique e Guardiola) per ben due volte, ricondurre tutto al caso è davvero riduttivo.

Come un direttore d'orchestra, il Cholo riesce a trasmettere la sua impronta guerrigliera a Godin e compagni, quella medesima caratteristica che era sua da calciatore e che i tifosi nerazzurri hanno saputo apprezzare tra il 1997 e il 1999. E' anche per questo che, nonostante un gol con la maglia della Lazio nell'ormai famoso 5 maggio interista (peraltro senza esultare), Simeone è rimasto nel cuore dei tifosi, sentimento peraltro contraccambiato tanto da spingerlo a rivelare che un giorno da queste parti ci tornerà in veste di allenatore.

Intanto a San Siro in tali veste ci è già tornato in due occasioni: la prima il 22 maggio 2011, quando allenava il Catania, in quella che è rimasta la sua ultima panchina italiana. Salvezza, record di punti e il caloroso applauso dei suoi ex tifosi sono quello che gli rimane di quella felice avventura. La seconda è datata 19 febbraio 2014, andata degli ottavi di Champions contro il Milan, il suo personale derby deciso da una rete di Diego Costa, primo passo verso l'entusiasmante cavalcata verso la finale di Lisbona.

Tra Simeone e la leggenda sono rimasti solo 90' (supplementari e rigori permettendo), da giocare proprio alla Scala del Calcio: a Milano ci sono tanti amici che tiferanno per lui e sono pronti a portarlo in trionfo. Un sogno solo accarezzato due anni fa contro il Real Madrid, quando il Cholismo andava ancora perfezionandosi.