Champions, Juve più forte anche dell'arbitro: la strada è quella giusta

Prova di forza dei bianconeri a Valencia e messaggio forte alle dirette concorrenti

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La Juve comincia nel migliore dei modi la rincorsa alla sua grande ossessione, quella Champions League ciliegina sulla torta di un ciclo irripetibile. Per usare le parole di Allegri, "sacrificio e spirito di gruppo" hanno permesso ai bianconeri di superare le avversità del Mestalla, questa volta non incarnate dalla rivale (poca roba questo Valencia) ma dal direttore di gara, il disastroso Brych, reo prima di aver cacciato ingiustamente Ronaldo dopo meno di mezzora e poi di essersi inventato il rigore (parato da Szczesny) in pieno recupero. Una prova di forza quella della banda Allegri la cui eco riecheggia in tutti i salotti dell'Europa che conta. Se già alla vigilia la Juve era tra le 4-5 favoritissime al successo finale, l'impresa del Mestalla le fa scalare posizioni e la mette in pole position.

Organizzazione, calma e grande maturità. La notte di Valencia amplifica le qualità di una Juventus pronta a vincere tutto e a far inchinare le grandi d'Europa ai suoi piedi. In una squadra così collaudata che si nutre di vittorie e imprese, forte sia fisicamente che tecnicamente, Cristiano Ronaldo sembra essere la classica ciliegina, l'uomo che deve sbrogliare la matassa nei momenti complicati (che arriveranno andando avanti nel torneo), quello che con i suoi gol sposta gli equilibri nelle gare che contano.

Una certezza la banda Allegri, che lascia sfogare il Valencia e piano piano comincia a creare occasioni una dopo l'altra. Ecco, forse l'unico neo di una serata da incorniciare sta proprio qua, perché delle quattro occasioni nitide create nella prima mezzora almeno una va buttata dentro, soprattutto quando gli avversari più avanti non saranno teneri come la squadra di Marcelino. Ma è come cercare il pelo nell'uovo. I meriti di Allegri sono sotto gli occhi di tutti. Grazie alla sua sapiente gestione, Bernardeschi ha fatto il definitivo salto di qualità, i due nuovi acquisti Cancelo ed Emre Can sembrano bianconeri da anni e il ritorno di Bonucci ha dato ulteriore solidità a una difesa praticamente imperforabile. E se pensiamo che questa squadra ieri sera ha fatto a meno praticamente di Dybala, Cristiano Ronaldo e Douglas Costa, ecco che dalle parti di Madrid e Barcellona un po' di preoccupazione sale. Negli ultimi 5 anni la Champions è sempre andata a finire in Spagna: una tendenza che a Torino vogliono spezzare. Con una squadra così, i sogni è più probabile che diventino splendida realtà...


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