I RETROSCENA

La confessione di Guardiola dopo il ko con la Juve: "Sto divorziando". E spiega il no alla Nazionale

Il tecnico spagnolo dopo l'addio al City: "Sarà difficile tornare in panchina" 

18 Ago 2026 - 12:10
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Sfoghi, richiami ai big della rosa (Walker e Haaland) e confessioni della vita privata in momenti inaspettati. C'è di tutto e di più nel documentario con al centro Pep Guardiola, da pochi mesi lontano dalla panchina del Manchester City. Tra i momenti clou dei filmati con al centro il tecnico spagnolo, c'è la scelta di comunicare ai calciatori la separazione con la propria moglie Cristina Serra (poi si sono riconciliati) dopo il ko in Champions contro la Juventus (era il dicembre del 2024).

"Ragazzi, voglio confessarvi una cosa - urla Pep -. Ho divorziato dalla donna più bella del pianeta, mia moglie, ormai la mia ex moglie. La amo incredibilmente, ma abbiamo perso la passione. La amo? Sì, assolutamente. Lei mi ama? Sì, ma abbiamo perso la passione." E ancora: "Come giochi a calcio? Lo fai perché qualcosa che hai dentro? Nella vostra vita, qualunque cosa facciate, fatela con passione. Non voglio bravi giocatori, voglio giocatori con passione".

Parole forti, un po' come quelle rivolte a Haaland all'intervallo della finale di FA Cup contro l'Arsenal a Wembley. Per Guardiola il norvegese non si stava impegnando a dovere: "Perché non lotti con la palla? Se sei stanco, dimmelo subito. Ho lasciato fuori sei calciatori per far giocare te. Sei giocatori di cui mi vergogno per averli lasciati fuori. Dov'è la tua qualità? I movimenti in profondità? L'area? Vai!". Dopo il bastone ecco la carota: "Ma ti voglio bene comunque Erling, come un padre. Mostrami che vuoi vincere".

Decisamente più teso lo scontro con Kyle Walker dopo il ko, sempre nel dicembre del 2024, contro il Liverpool. I Citizens stavano vivendo un periodo nero e Guardiola ha nel mirino l'ex Milan per degli errori tattici. Quest'ultimo risponde: "Continui a dire il mio nome in ogni fottuta riunione". Pep risponde: "Forse perché sei il capitano". E ancora Walker: "Non volevi che fossi il capitano, in qualche modo tirate sempre il mio nome". A questo punto l'allenatore si commuove: "Questa è la mia sconfitta. Se sono un problema, dovete dirmelo. Non rimarrò qui per i soldi o solo per il fatto di restare. Questo non cambierà l'amore che provo per voi".

Curiosa inoltre, la tempistica con cui comunica alla squadra del suo addio. Lo fa solo due giorni prima dell'ultimo match stagionale con un video: tante le lacrime versate da Guardiola nel momento della registrazione del filmato. "Non chiedetemi i motivi per cui me ne vado - dice ad Haaland a compagni in un videomessaggio -. Non c'è un motivo preciso, ma in fondo so che è arrivato il mio momento".

Infine, intervistato a Barcellona diverse settimane dopo la fine della stagione, lo spagnolo sembra spiegare indirettamente le motivazioni del no alla Nazionale: "Non so nemmeno io cosa farò. Sarà difficile tornare: ho bisogno di riflettere su molte cose avvenute nella mia vita personale - le parole pronunciate al regista della serie Kevin MacDonald -. Ho bisogno di ritrovare me stesso in cose diverse. Ho bisogno di sedermi e staccare la spina per un po'. Questo è uno degli obiettivi principali".