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La giapponese è intervenuta dopo la discussione di fine match tra la lettone e l'americana, con la prima che ha accusato la seconda di essere maleducata
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Il battibecco di fine partita tra la lettone Jelena Ostapenko e la statunitense Taylor Townsend continua ad aver strascichi: Naomi Osaka in conferenza stampa ha accusato la Ostapenko di razzismo. "E' una delle peggiori cose da dire a una giocatrice nera in uno sport a maggioranza bianca", ha detto l'atleta giapponese dopo che la lettone, al momento della stretta di mano a conclusione del match in cui era stata battuta 7-5, 6-1, aveva invece accusato la Townsend di essere "priva di classe e maleducata". Naomi, il cui papà è nato a Haiti, ha condannato le battute di Jelena come "terribili". E ha aggiunto: "Conosco Taylor e so come ha lavorato duramente e come è intelligente. E' la cosa piu' lontana possibile dall'essere maleducata".
La Townsend a sua volta non aveva interpretato le parole di Ostapenko come esplicitamente razziste, ma ha stigmatizzato lo stereotipo pericoloso implicito (sull'incapacità di essere educati) di cui spesso sono vittima gli afro-americani come lei. Bersagliata sui social, la Ostapenko ha a sua volta smentito di essere razzista: "Non lo sono mai stata in tutta la mia vita. Rispetto tutte le nazioni e i popoli del mondo, a me non importa dove vieni". La polemica è tuttavia diventata virale. Anche Coco Gauff ha dichiarato che "certe frasi non si dovrebbero mai dire", mentre ci si è chiesto cosa avesse istigato la rabbia della lettone contro la Townsend.
Due sarebbero stati, secondo Jelena, i peccati dell'americana durante il match: non avrebbe chiesto scusa, dimostrando scarso fair play, dopo un punto guadagnato tramite 'net‑cord' (la pallina colpisce il nastro della rete e sorprendentemente termina nella metà campo avversaria) e avrebbe iniziato il riscaldamento a rete anziché dalla linea di base, una scelta considerata una violazione non formale ma consolidata dell'etichetta del tennis.