"Come ho fatto a rimontare? Devo solo credere in me stesso, sapevo che avrei avuto una chance". In queste parole c'è tutto lo spirito tennistico di Flavio Cobolli, che al talento tecnico aggiunge una bella carica di grinta per superare i momenti difficili in campo e portare a casa vittorie importanti come quella odierna sullo spagnolo Rafael Jodar. Un successo in tre set (4-6, 7-6, 6-3) per la sua trentesima vittoria stagionale che proietta l'azzurro nei quarti di finale del Masters 1000 di Cincinnati. Due anni fa in Ohio aveva raggiunto gli ottavi per poi essere fermato da Hubert Hurkacz, ma questa volta Cobolli ha fatto un passo in avanti, battendo il ventenne talento iberico reduce dalla finale nell'Atp 500 di Washington e della semifinale nel Masters di Montreal. "Rafa viene da un paio di settimane straordinarie e credevo potesse essere un po' stanco - ha detto l'italiano a fine match -. Verso la fine mi sentivo più fresco e sono riuscito a spingermi al limite per vincere. Non voglio sentire più parlare di pressione, perché me ne metto già tanta da solo addosso, o con il mio team. Devo combattere con la pressione, ma devo anche viverla nel modo giusto", ha aggiunto, spiegando così le urla liberatorie con sui si è sfogato dopo aver messo a terra lo smash del match point.