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Pico Trail, dove volano le aquile

La prova in Valle Imagna chiude la stagione di sky e trail sulle montagne della Lombardia

di STEFANO GATTI
Pico Trail, dove volano le aquile

L’atmosfera è quella – unica nel suo genere – dell’ultimo giorno di scuola. L’impegno richiesto invece è il solito, quindi … parecchio! Il Pico Trail di Strozza, paesino all’ingresso della bergamasca Valle Imagna rappresenta in buona sostanza l’evento che chiude la stagione di sky e (in questo caso specifico) trailrunning, almeno per quanto riguarda le montagne della Lombardia. Il centro sportivo di Strozza inizia ad animarsi quando il cielo è ancora completamente buio. I ragazzi del Gruppo Sportivo Strozza ed il team Valetudo Serim hanno fatto le cose per bene, ad iniziare dallo smarcamento degli orari di partenza tra le due gare in programma: la 30K scatta alle otto, la 15 alle nove e un quarto. Quindi noi della “lunga” siamo già piuttosto in alto nei boschi quando prende il via chi ha scelto la distanza più leggera (per modo di dire). Le quote non sono particolarmente elevate, pertanto buona parte dell’itinerario si svolge nei boschi. Il doppio anello a forma di “otto” (volante per i top runners, molto meno il resto del gruppo …) prevede un primo rientro a Strozza un po’ dopo la boa di metà gara ma soprattutto un percorso che la pioggia dei giorni precedenti ha reso prticolaremente insidioso (soprattutto in discesa) a causa del terreno pesante e - più ancora - dei sassi lungo mulattiere e sentieri, scivolosi come il sapone. Nulla che possa minimamente preoccupare Christian Minoggio, runner di punta delle “aquile” Valetudo che infatti porta a casa una strepitosa affermazione, abbassando di cinque minuti il suo record del percorso. Non solo, con un performance tutta d’attacco il piemontese (autore di un finale di stagione con il turbo) scava un solco con il resto del podio, lasciando Danilo Brambilla a quasi quattordici minuti. Bravo comunque, il “falco” (di Lecco) a contenere il ritorno di Clemente Belinghieri (Valetudo, terzo ad una ventina di secondi da Brambilla).

Già al quinto dei trentuno chilometri di gara devo rassegnarmi a fare strada ad un’altra “aquila”: in questo caso Giuliana Arrigoni che dovrà però accontentarsi della seconda piazza tra le donne, visto che la fortissima Patrizia Pensa (Polisportiva Besanese) è già davanti e rifilerà alla Arrigoni un distacco simile a quello inflitto da Minoggio a Brambilla tra gli uomini, con Sara Lavino Zona (UGB Unione Giovane Biella) a completare il podio. Una rampa dopo l’altra arriviamo ad affrontare le roccette della Corna Marcia. Non si supera mai la quota della vegetazione ma una crestina “nascosta” dal boschetto è piuttosto insolita e questo passaggio si rivela interessante. Scolliniamo e ci abbassiamo per pochi chilometri in Val Brembana ma il tempo per tirare il fiato è poco perché si torna presto a salire per raggiungere di nuovo il crinale nei pressi del Passo Alpino e poi intraprendere la ripida salita verso la croce in cima al Monte Ubione. Il giro sull’ottovolante del Pico Trail non smette di stupire perché, tornati in Valle Imagna appunto, ci rituffiamo in discesa per il passaggio di metà gara a Strozza, dove intanto sono già arrivati (e da un bel pezzo) i protagonisti della 15K “sprint” da ottocento metri di dislivello positivo: tra gli uomini Paolo Bonanomi e Lorenzo Beltrami (Falchi) “vendicano” Brambilla relegando al terzo posto l’aquila Paolo Poli, per un podio supercompetitivo: in tre nell’arco di quaranta secondi! Tra le donne altro successo “lecchese” grazie all’exploit di Sara Rapezzi (Osa Valmadrera) davanti alla campionessa italiana di skyrunning Cecilia Pedroni (Valetudo), con Lara Birolini terza (Erock Team). Mentre sto attraversando le vie e scalinate del paese, non molto distante dal centro sportivo, sento lo speaker annunciare l’arrivo quasi in volata di Brambilla e Belinghieri. Minoggio sta già raccontando la sua vittoria, noi invece abbiamo ancora tredici chilometri da correre … Il grosso delle salite è ormai alle spalle (sento dire da chi corre “dalle mie parti” del gruppo) ma scoprirò a mie spese che anche il secondo anello non è proprio roba da prendere sottogamba.

Chiamo a raccolta le energie rimaste per le salite verso Roncola e poi fin sotto al versante est del Monte Linzone. Per la discesa finale invece occorrerà affidarsi alla forza di volontà … Finora piuttosto monotono, il paesaggio qui propone scorci inaspettati. Pur essendo un’elevazione dolce, dai profili arrotondati, il Linzone offre un versante est caratterizzato da una piccola parete rocciosa e, alla sua, base, un vasto campo di rocce bianchissime franate dall’alto e sparse sul pendio che danno alla zona un aspetto quasi “carsico”: divertente da attraversare (meglio ancora sarebbe farlo in senso inverso) prima di tornare al “tran tran” nei boschi e poi tra le frazioni alte di Strozza. Dopo averne perse più del necessario nei primi venti chilometri di gara, “decido” che è il caso di provare a recuperare qualche posizione, quindi opero un piccola e modestissima rimonta nel finale: prima “spinto” alle spalle e poi “tirato” da Silvia Chiappa che finirà ottava tra le donne. Poi c’è solo spazio per il passaggio sotto l’arco del traguardo, la doccia ed un “terzo tempo” conviviale di tutto rispetto (con un ricco pranzo a base di specialità locali) che mi riconcilia con il mondo e con i boschi “infernali” della Valle Imagna!

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