Allenamento, alimentazione, idratazione e recupero: i consigli di Franco Collè per correre un (ultra)trail

Il fortissimo atleta valdostano, due volte vincitore del Tor des Geants, si racconta a Sportmediaset

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Perché correre un trail o un ultratrail? E perché, soprattutto, sempre più amatori si appassionano alla corsa in natura? E poi, quale tipo di allenamento seguire per sostenere prove che di prassi superano le due/tre ore e arrivano fino ad "occupare" giornate intere? E l'idratazione? Come e quando bere? E il recupero? Tutte domande che abbiamo pensato di rivolgere all'unico trailer capace di vincere per due volte il Tor des Geants: Franco Collè. Lo abbiamo incontrato al Milano Montagna Festival & Fuori Festival e il fortissimo (e cordialissimo) atleta valdostano ci ha così aperto le porte della sua esperienza: "Correre un trail ti permette di trascorrere giorni a contatto con la natura scoprendo degli angoli che solo a piedi puoi raggiungere. Passi ore in completa solitudine ritrovando te stesso, alternandoli a momenti in cui condividi lo stesso cammino con persone uniche. Ma forse la risposta più semplice a chi mi chiede perché correre un trail è questa: tutti quelli che l'hanno provato poi non hanno più smesso".

L'allenamento deve essere il più possibile variegato. Per tanti motivi:
- Abituare il fisico ad adattarsi a qualsiasi situazione e allenare il corpo a correre su ciascun tipo di terreno.
- Aiutare la testa nel trovare sempre nuovi stimoli. Cerco sempre di variare il più possibile i miei percorsi di allenamento evitando percorsi troppo ripetitivi. Questo mi permette di rimanere sempre concentrato e tenere alta l'attenzione, evitando di annoiarmi.
- Fare lavori specifici (ciascun tipo di terreno può essere utile per allenare una parte differente del nostro fisico). Si può sfruttare la montagna per fare potenziamento e lavori aerobici in salita o per lavorare sulla tecnica in discesa. Al contrario in pianura mi piace fare allenamenti a ritmi più sostenuti per "far girare la gamba". Non c'è nulla di meglio della pista per lavorare sui "veloci" e per misurare il proprio stato di forma.
- La camminata a mio avviso va fatta, eccome! Nelle gare più lunghe una gran parte del tragitto si compie camminando, a maggior ragione bisogna allenarsi anche a sostenere questo tipo di fatica.

L'alimentazione è basilare per un atleta. Personalmente adoro mangiare e sono una "buona forchetta". Però nei periodi che precedono una gara cerco di alimentarmi in modo sano apportando al mio fisico le giuste dosi e la giusta tipologia di alimenti. Nei giorni antecedenti alla gara ho imparato che non serve stravolgere le proprie abitudini. Faccio dei pasti normali ricercando però sia la qualità degli alimenti (evitando ad esempio gli zuccheri e le farine raffinate) facendo attenzione a bilanciare l'apporto di carboidrati-proteine-frutta/verdura. L'unica differenza rispetto alla mia quotidianità è il pasto che faccio circa 1,5-2 ore prima della partenza: in questa occasione cerco di fare il "pieno di carboidrati".

L'alimentazione durante la gara secondo me è molto complessa. Innanzitutto il mio tipo di alimentazione dipende molto dalla lunghezza della gara. Per gare fino ai 100 km in genere riesco ad alimentarmi con barrette e gel energetici. A grandi linee circa ogni ora cerco di mangiare un gel o una barretta. Per gare oltre questa distanza inserisco anche altri tipi di alimenti. Ad esempio per una gara come il Tor cerco, alla stessa maniera di una gara corta, di ingerire un alimento ad ogni ora (gel, barretta, frutta, biscotti, snack...) però poi ogni 7-8 ore (in genere in una base vita o in un ristoro più attrezzato) cerco di fare un pasto caldo più completo (pasta, minestra, carne...).

L'idratazione durante la gara in passato l'avevo sempre un po' trascurata. Da qualche anno ho iniziato a curare anche questo aspetto che ho scoperto essere basilare per una buona prestazione. Anche in questo caso nella mia testa mi sono creato una "regola": a prescindere dalla lunghezza della gara bevo almeno una borraccia da 500 ml all'ora. La quantità poi può variare dal clima che si trova in gara, se fa più caldo posso arrivare anche a 1 litro all'ora, mentre se fa più freddo a volte non riesco a bere tanto.
Ma cosa ci metto in questa borraccia? Anche qui con il passare degli anni ho cambiato le mie abitudini. Una volta cercavo di sciogliere sali minerali, magnesio, potassio o comunque qualsiasi sostanza che veniva consigliata dalla stragrande maggioranza degli specialisti. Purtroppo però tutti questi tipi di integratori hanno sempre dei gusti dolci che dopo un po' mi davano nausea o comunque mi facevano "venir meno la voglia di bere". Per questo motivo da due anni a questa parte mi sono sempre solo idratato con acqua. E non ho più avuto problemi.

Dopo una gara ma anche dopo un allenamento intenso è sempre importante garantire un adeguato periodo di riposo. Il riposo però non vuol dire "non fare nulla". Reputo importante fare nel periodo di riposo tutte quelle attività di "recupero attivo" come la re-idratazione, lo stretching, la capillarizzazione dei muscoli attraverso camminate, massaggi o elettro-stimolazione. In questa fase cerco anche di re-integrare i sali minerali persi e le vitamine.

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