MotoGP, Rossi: "Più contento quando ero a +29"

Il 'Dottore': "In una battaglia me la sarei giocata con Lorenzo, mi sono sentito l'asino con la carota"

Foto AFP

Valentino Rossi non si nasconde: "E' stata una bella corsa e mi sono divertito. Ma ero più contento quando ero a +29. La sera andavo a dormire più rilassato. Ho creduto nella rimonta su Lorenzo, in 2-3 momenti ho anche pensato di farcela. Ma non sono riuscito a mantenere quel passo, perché la moto scivolava tanto. Mi sono sentito come l'asino con la carota. Con un Lorenzo così non posso permettermi di partire in terza fila".

L'obiettivo, a partire da Assen, sarà quindi migliorare al sabato: "Non è possibile partire così indietro e vincere se lui corre in maniera così perfetta. Non ci ho messo tanti giri per recuperare gli avversari che stavano in mezzo, forse dopo 3-4 passaggi ero già secondo a un secondo e quattro. Ma dopo 187 giri ero a un secondo e due. E' stato importante, però, tornare secondo dopo Jerez e il Mugello. E poi, a differenza di Le Mans, negli ultimi giri l'ho ripreso e non è scappato. Non saprei dire cosa si debba cambiare, non è così facile. Nel giro secco dobbiamo recuperare due decimi. Forse farebbero comodo anche a me le supersoft per le qualifiche".

Jorge Lorenzo, comunque, rende onore al compagno rivale: "Oggi la moto non era a posto come ieri, Valentino invece è migliorato. Quando è passato da 2 secondi a 1,4 in un solo giro ho pensato che avrei perso la gara se non fossi riuscito ad andare ancora più veloce. Così ho spinto di più e mi sono sforzato come non mai. Però ne è valsa la pena. Era fondamentale non perdere questa corsa, in condizioni così difficili per la nostra moto. Sono riuscito a recuperare 28 punti in 4 gare a Valentino, ma lui in gara riesce sempre a ritrovare qualcosa. E' costante e preciso, recuperargli punti è molto difficile. Oggi è stato martillo come me. In Yamaha comunque dobbiamo approfittare di queste gare per ottenere più punti possibili. Non sappiamo cosa possa succedere in futuro, in un weekend con pioggia o malasorte può capitare di perdere punti. Per esempio è buonissimo il fatto che Marquez sia lontano e che molto difficilmente ci riprenderà".

Poca voglia di parlare, invece, per Marc Marquez. Il campione della Honda, a telecamere spente, ha ammesso la sua colpa nella caduta che l'ha costretto al ritiro. Si è però anche detto contento per il fatto di riuscire a tenere il passo di Lorenzo, standogli dietro senza problemi. Le sue ambizioni di conquistare il campionato, in ogni caso, sono finite.

Domenica amara anche per Andrea Dovizioso, a sua volta ritirato per una caduta: "Nelle curve 3 e 4 si scivolava tanto. Ero a metà della derapata in curva e ho perso il controllo. La moto mi ha mollato, non c'è stato nulla di anomalo. Ma quando sai di essere in controllo non te lo aspetti, non c'è stato nemmeno l'highside. Queste cose ci stanno, certo, ma dobbiamo continuare a migliorare. E sicuramente due 0 in classifica fanno male".

Primo podio stagionale, infine, per un sorridente Dani Pedrosa: "Dopo tanto tempo e tutto quello che è successo è una sensazione bellissima. Lo dedico al team e a tutta la gente che in questi mesi ha sofferto con me, la mia famiglia, i miei amici e i dottori. Ho preso tanto gap dai due davanti, ma almeno sono arrivato fino in fondo. La pista era difficile all'inizio, ci sono state tante cadute. Ma sono riuscito a rimontare e ad arrivare terzo. Marquez? Non posso parlare per lui. Forse in futuro arriveranno piste più favorevoli per noi, vogliamo migliorare a partire dai test di domani. Non abbiamo grip per uscire bene in curva, forse proviamo a staccare più tardi e la moto non risponde come vorremmo. Questo ci fa perdere in termini di concentrazione e costanza".

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