LE PAGELLE DI AUSTIN

Bezzecchi stella solitaria in Texas. Martin gli lancia il guanto di sfida. Si rivede Bastianini

Sufficienza ma nulla di più per Marquez Sr., notte fonda per Yamaha

di Stefano Gatti
30 Mar 2026 - 10:50
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MARCO BEZZECCHI: VOTO 9

La scivolata nella Sprint è alla base della mancata promozione con il massimo dei voti. A parte questo, Marco sfrutta con grande lucidità e maturità una Aprilia che si conferma prima forza della MotoGP. Spinge forte nelle prime fasi del Gran Premio per prendere il comando ai danni di Acosta, poi gestisce sul compagno di squadra Aprilia, di fatto convincendolo a desistere nell'inseguimento.

JORGE MARTIN: VOTO 7,5

Lanciatissimo nel ritorno ai vertici, lo spagnolo torna sul podio alto nella Sprint texana che lo rimette anche per ventiquattro ore al vertice della classifica generale. Uno scatto imperfetto al via del Gran Premio gli impedisce però di coltivare sogni di gloria. Deve accontentarsi di completare la doppietta Aprilia ma può coltivare sogni iridati "quasi" quanto quelli del compagno di squadra.

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ENEA BASTIANINI: VOTO 7

A podio nella Sprint, buon sesto nel Gran Premio. Enea si prende pure i complimenti di Acosta per il suo contributo al buon bilancio KTM nella terza tappa del Mondiale. Il cammino per tornare stabilmente ai vertici ha fatto grandi passi avanti ad Austin, ora serve dare continuità alla performance.

MARC MARQUEZ: VOTO 6

Un fine settimana al di sotto del suo standard per lo spagnolo sulla sua ormai ex pista-feticcio Lo spagnolo manca l'aggancio al podio e non riesce più - almeno per il momento - a fare la differenza quando la sfida si fa dura. La sua prova domenicale è compromessa dal long lap penalty incassato per aver steso Di Giannantonio al sabato, episodio ched lo ha poi "costretto" a portare le sue scuse al compagno di marca romano. Chi lo avrebbe mai detto?

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PEDRO ACOSTA: VOTO 7,5

La prima punta KTM le sta provando tutte per mantenere il contatto con le Aprilia e ad Austin si rende protagonista di un avvio di Gran Premio arrembante. Deve poi cedere il passo a Bezzecchi e Martin ma tiene botta sul resto del gruppo. Un avvio di Mondiale molto positivo per il ducatista prossimo venturo, con la necessità di confermarsi nelle prima tappe europee del Mondiale.

FRANCESCO BAGNAIA: VOTO 6

Si arrende solo a Martin nel formato breve del weekend texano, parte bene ma poi scivola indietro senza rimedio nel Gran Premio: l'ennesimo weekend ricco di contraddizioni per Pecco che chiude con un buon bottino di punti il terzo weekend overseas del Mondiale ma non scioglie i dubbi sulle sue reali chances di tornare al suo abituale standard di rendimento prima che il suo tempo alla Ducato scada. Già, ma lo attende l'Aprilia, quindi perché preoccuparsi?

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AI OGURA: VOTO 7

Il giapponese prova a regalare un sogno ad Aprilia Trackhouse prova a regalare un sogno ai suoi sulla loro pista di casa ma la moto "stellata" lo lascia a piedi sul più bello di una prova tutta in progressione... con vista sul podio. Il team USA deve accontentarsi dell'ottavo posto di RAUL FERNANDEZ (VOTO 6,5) ma le prove di Ogura e dello stesso Fernandez con la RS-GP clienti sono la prova provata che quest'anno la Casa di Noale il titolo lo può solo perdere. 

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FABIO DI GIANNANTONIO: VOTO 7

La seconda pole di fila dopo quella brasiliana avrebbe meritato maggior fortuna in gara. Nessun passaggio sul podio invece per Diggia che intanto fa esperienza di quartieri alti (e altissimi) delle classifiche ed è per complessivamente il miglior pilota Ducati in pista. Questo almeno dice la classifica generale e la matematica - si sa - non è un'opinione. VOTO 4 invece al suo compagno di squadra FRANCO MORBIDELLI che negli USA non vede mai la palla e corre costantemente nella seconda metà del gruppone. 

YAMAHA: VOTO 4

Quattro in pagella come quattro M1 ordinatamente incolonnate in fondo alla classifica domenicale e non è che la Sprint avesse regalato maggiori soddisfazioni alla Casa di Iwata: un incubo dal quale ancora non si scorge all'orizzonte la via d'uscita e che - lo ribadiamo - priva lo show del contributo di Fabio Quartararo, ormai costretto - salvi rari lampi - all'anonimato.