IL COMMENTO

Aprilia, il futuro è... nero: Bezzecchi o Martin per la corsa al titolo?

La doppietta francese del team ufficiale della Casa veneta si presta a molteplici interpretazioni

di Stefano Gatti
11 Mag 2026 - 10:29
 © Getty Images

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È già tempo di... Black Rules? La doppietta Aprilia di Le Mans lancia un dualismo Bezzecchi-Martin che era nelle carte ma forse non così presto e non in modo così evidente e così appetitoso. Cinque Gran Premi sono una percentuale di stagione ancora troppo risicata per delineare i possibili scenari futuri. Di fatto Marco e Jorge (ci mancherebbe altro) sono liberi di correre e di sfidarsi come e più che in Francia. In buona sostanza la corsa al titolo è già ristretta a loro. I rischi connessi alla rivalità interna sono molto limitati, per non dire inesistenti: i più diretti inseguitori (Fabio Di Giannantonio e Pedro Acosta) non sembrano avere le carte in regola per una sfida sulla lunga distanza. Ducati (team ufficiale e clienti) ha rialzato la testa a Jerez de la Frontera ma in Francia ha raccolto meno di quanto seminato, oltretutto perdendo Marc Marquez per Barcellona e (forse) il Mugello: oltre alla stessa Le Mans. Senza dimenticare che il nove volte campione del mondo viaggia a settantuno punti di ritardo dalla vetta di nero dipinta. Il rischio "patatrac" insomma è limitato, i rivali difficilmente sarebbero in grado di approfittarne in modo continuativo e soprattutto efficace.

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Si torna così alle Black Rules di cui sopra, che per adesso equivalgono al collaudato refrain: "Liberi di fare la vostra gara, purché non leda agli interessi di squadra". È logico attendersi che si vada a vanti così fino alla sosta estiva. E dopo? Aprilia ha tutto l'interesse (appunto) a tenersi il numero uno sulle carene (con Bezzecchi), piuttosto che "esportarlo" in Giappone causa passaggio di Martin alla Yamaha. Con la stesa franchezza con la quale ha parlato di Blavk Rules, nel dopogara di Le Mans l'AD Aprilia Massimo Rivola ha confermato che Martin ha da tempo fatto la sua scelta e non si può fare a meno di pensare che - a fari spenti - la ferita creata dalla rottura sfiorata nel 2025 non si sia del tutto rimarginata. Inutile pensare ad un clamoroso colpo di scena. Oppure no?