Roma tra le ambizioni di Gasp e le limitazioni Uefa: quanti "no" alle offerte per i big. Eccezione Soulé?
I paletti del Fair Play Finanziario non rallentano i Friedkin: nessuno sconto per le cessioni. Pisilli piace all'Inter, ma basterebbe l'addio dell'argentino direzione Arabia
La Roma si muove tra le ambizioni di Gasperini e le limitazioni imposte dalla Uefa per il Fair Play Finanziario. Non è un contesto semplice quello in cui si è ritrovato a lavorare il nuovo ds giallorosso Tony D'Amico, chiamato a sistemare i conti senza ridurre le potenzialità dell'organico.
La linea dettata dall'allenatore è stata però recepita dalla società: a meno di offerte importantissime, l'idea è quella di tenere tutti i big. O almeno di non svenderli entro il 30 giugno ormai alle porte, spartiacque tra una stagione e l'altra e data segnata sul calendario come ultima spiaggia per sistemare il bilancio.
Gli approcci per i giocatori importanti della Roma non sono mancati, con l'Inter spesso protagonista. Risaputo l'interesse concreto dei nerazzurri per Mancini, mentre il Corriere dello Sport spiega che il club milanese potrebbe farsi avanti con un'offerta intorno ai 30 milioni di euro per Pisilli.
Solo questa eventualità potrebbe far vacillare la dirigenza giallorossa, che in queste settimane non si è nemmeno seduta al tavolo per gli approcci al ribasso relativi a N'dicka della Bundesliga e dall'Atletico Madrid per Koné. Mentre non si è mai concretizzata un'offerta monstre per Svilar.
Va sottolineato come la Roma abbia fin qui già raccolto circa 22 milioni di sole plusvalenze con gli addii definitivi di Baldanzi, Sangaré, Romano, Shomurodov, Saud Abdulhamid, ma anche Coletta, Paredes, Plaia e Solbakken. Non sono abbastanza per rientrare nei parametri imposti dal Fair Play Finanziario, nemmeno in caso di cessioni all'ultimo di Ziolkowski e Salah-Eddine, che genererebbero altri 13-15 milioni di plusvalenze.
Il club dovrebbe contenere la perdita triennale entro i 60 milioni di euro, una missione quasi impossibile. A meno di addio di Pisilli (considerato patrimonio del club) oppure di Soulé, cercato dagli arabi dell'Al Ahli ma non convinto di finire in un campionato di seconda fascia a 23 anni. Anche la Juve ha fatto un sondaggio per capire la disponibilità dell'argentino a un eventuale ritorno.
Solo con una cessione di quel calibro, a precedere gli investimenti in entrata dal 1° luglio in poi, la Roma potrebbe sistemare i conti con la Uefa senza ulteriori strascichi. L'alternativa è l'accordo per una multa e possibili limitazioni alle liste per le competizioni europee. Per i Friedkin, non sarebbe un problema.