MANOVRE ROSSONERE

Milan, tutto torna in discussione: da Allegri a Modric, che futuro senza Champions?

Il croato vorrebbe restare un altro anno, ma per rigiocare nell'Europa dei grandi. E anche il tecnico non sarebbe più sicuro del suo posto

05 Mag 2026 - 08:26
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Il futuro del Milan cambia come questo tempo di inizio maggio passando velocemente da un caldo estivo da Champions fino a questa pioggerellina buona solo a nascondere lacrime d'addio. E allora non c'è stato nemmeno il tempo di alzare i calici per festeggiare, con incauto anticipo, il possibile rinnovo di Luka Modric che tutto, a tre giri di ruota dal termine, torna in discussione. Già, perché un conto è un Milan da Champions, altro è il Diavolo nell'Inferno di un'Europa League, a occhio e croce porta d'ingresso di un nuovo ridimesionamento che allargherebbe il gap dall'Inter invece che restringere la forbice

Che la Champions, per restare a certi livelli, sia il passaggio a livello del mercato è anche inutile sottolinearlo e poco conta che, da più parti, sia stata annunciata un'estate di botti comunque e in ogni caso. Perché, è bene che si sappia, il primo a scendere dalla nave potrebbe essere proprio Luka Modric, faro indiscusso e indiscutibile del Milan di Massimiliano Allegri. Sia chiaro: decisione lecita. Il croato già di suo aveva rimandato ogni decisione sul proprio futuro al dopo Mondiale e senza Champions, lo si può capire, potrebbe anticipare l'addio al calcio. 

Il problema è che non solo Modric svuotare l'armadietto di Milanello, perché uscire dalle prime quattro, specie in fondo a una stagione così in cui si era annusata per qualche tempo aria da scudetto, certificherebbe anche il fallimento di Max Allegri, che non a caso è andato ripetendo per tutta la stagione quale fosse l'obiettivo della società e, di conseguenza, suo e della squadra. Allegri è tornato a Casa Milan per riaprire al Diavolo le porte dell'Europa. Se Juve e Roma, per non dire Como, gliele sbattono in faccia, con tra l'altro l'opzione Nazionale sempre all'orizzonte, non è affatto detto che resti dov'è. E d'altronde non è stato certo un bel Milan, figurarsi l'umore del popolo rossonero se dovesse finire per essere anche un Milan sconfitto.

Il fatto è che con Allegri e la Champions si andrebbe verso un mercato, senza la palla tornerebbe nelle mani di chi, in fin dei conti, deve restituire numeri (economici) accettabili. Quindi addio ai giocatori di cui si è parlato fin qui (l'attaccante top, Goretzka e compagnia bella) e sotto con il solito progetto ad alto rischio affidato a campioncini in erba che poi campioncini non si sono dimostrati. La lista? Lunga, ahinoi. 

Non basta, perché se già i sacrificabili erano parecchi con il terzo posto sul comodino al fianco del letto, diventa complesso senza Champions immaginarsi un Milan in grado di tenere quelli che già ci sono e che avranno modo di guardarsi attorno. Anche qui, lista lunghetta. Insomma, il conto è presto fatto: mancano tre partite - Atalanta e Cagliari in casa, Genoa fuori - e al Milan servono sei punti per blindare la Champions. Sulla carta una missione nemmeno impossibile. Ma sul campo?