L'INTERVISTA

Milan, senti Leao: "Voglio vincere la Champions. Che onore la 10"

Il portoghese si confessa alla Gazzetta: "Il mio rinnovo è stato un atto d'amore. Mi sento un leader di un gruppo che ora è più forte"

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Il volto scuro di certi giorni di quasi un anno fa è scomparso. E' rimasto, invece, il sorriso aperto che viene buono per accogliere, uno dopo l'altro, i nuovi arrivi di Casa Milan. Anche in questo Rafa Leao sembra un giocatore diverso. Un leader, il punto di riferimento di quanti stanno arrivando e che lui, prima di tutti, accoglie con un abbraccio. E' accaduto anche ieri negli States con il suo amico Okafor: stretta di mano e braccia al collo, un attimo dopo aver scherzato sui social con lui sulla maglia numero 17 passata proprio dalle spalle di Rafa e quelle di Noah. "Sì, mi sento sempre più leader - dice in una lunga intervista rilasciata alla Gazzetta -. Io non sono una persona che parla tanto ma sto cercando di farlo di più, di essere una voce. Quando sono arrivato alcuni compagni mi hanno preso per mano, ora lo sto facendo io con i nuovi".

E questa aria frizzantina di novità, è evidente, sta trascinando tutto il gruppo. Lui compreso che, alla sua prima apparizione contro il Real, ha sgasato come ai tempi migliori lasciando al palo avversari di valore. Per informazioni chiedere a Carvajal, che ai primi due affondi del portoghese è riuscito al massimo a prendergli la targa. Forse per questo Rafa scommette sul suo Milan: "Dobbiamo vincere un trofeo - dice -. Dobbiamo allenarci e capire quello che vuole il mister per fare una stagione da grande squadra. Da quello che ho visto col Real, abbiamo squadra molto forte. Il sogno dello scudetto l’ho realizzato, ora manca la Champions, il trofeo che tutti i calciatori vogliono vincere. In Italia comunque è difficile vincere perché ci sono tante squadre forti e in 38 partite non puoi mai perdere punti. Le coppe europee, nell'ultimo anno, hanno dimostrato che la A è un campionato forte". 

E la squadra molto forte di cui sopra è il frutto di una campagna acquisti importante: "Pulisic è forte nell'’uno contro uno. In generale i nuovi sono molto forti. Quest’anno dal portiere all’attaccante siamo tutti forti. Sento che l’ambiente è top, possiamo fare una bella stagione. Christian è un giocatore forte, può fare la differenza a destra e a sinistra. Loftus-Cheek ha la forza; è potente, porta palla, è il giocatore che spingerà la squadra da dietro in avanti. In A non c’è un giocatore come lui. Reijnders è bravo sulle palle inattive. Tijjani calcia bene, è forte nel passaggio. Il mediano per noi è importante per palleggiare".

Intanto, tra le novità, c'è anche un numero pesante da mettersi sulle spalle: "Sono orgoglioso di avere il 10 ma sarà ancora più bello giocare con la 10 a San Siro. Mi piaceva tanto, come mi piace il 7… ma il 7 è di Yacine. Non sapevo se Brahim sarebbe andato via e Brahim è un mio amico. Quando ho sentito che doveva tornare a Madrid, ho chiesto il 10 alla società. La 10 come Gullit? Ho visto un paio di suo video, era fortissimo uno contro uno, veloce. Solo che non posso compararmi a un giocatore così, mi manca ancora molto per arrivare a quel livello".

Livello che, dopo il rinnovo, vuole raggiungere con il Milan: "E' stato un atto d’amore. Nella mia testa c’era già la decisione, ci ho pensato tanto, era solo una questione di timing, di scegliere il momento giusto. Prima del contratto, volevo andare in finale di Champions League… ma non ci siamo riusciti. Forse nel calcio di oggi è impossibile vedersi con la stessa maglia per una vita. Ho firmato per cinque anni, vuol dire che voglio stare qui. Il progetto è molto importante, ci sono molti giovani e la cosa più importante è che qui posso crescere ancora per arrivare al mio obiettivo: vincere molto".  

Infine due parole per chi non c'è più, da Maldini a Tonali fino a Ibra: "L'addio di Maldini è stato una sorpresa. Io sono venuto al Milan anche perché mi ha chiamato. E’ stato molto importante per me, mi ha aiutato dentro e fuori dal campo, ma la società ha deciso così. Forse ci vedremo in futuro. Tonali? Non mi aspettavo l’addio ma il club ha deciso così. Non è stato facile perché Sandro è milanista, ci ha aiutato a vincere lo scudetto. Ha fatto il suo percorso al Milan, ora gli auguro il meglio. Ibra? Ha scritto nel gruppo whatsapp della squadra: dice che tifa per noi ed è uno di noi. Forse ci rivedremo presto...".

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