DOPO 10 ANNI DI PREMIER

Pep, e adesso dova vai? Gli interrogativi sul futuro di Guardiola dopo l'addio al City

Le ipotesi sono un anno sabbatico o l'attesa di una Nazionale di buon livello

19 Mag 2026 - 19:02
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Manca solo l'ufficialità ma è il segreto di Pulcinella: Pep Guardiola lascia il Manchester City dopo dieci anni. Si sa anche che il sostituto sarà il suo allievo Maresca e, in effetti, sembra proprio la scelta migliore per dare continuità a un'idea che, con opportune varianti, ha dato così tanto agli ex "vicini rumorosi", come li definiva il boss dello United Alex Ferguson. Ora in tanti si chiedono cosa farà il manager che ha regalato al popolo cityzen la bellezza di 20 titoli da quando è arrivato nel 2016. Chiunque passi per la sala dei trofei di quella parte di Manchester può vedere il periodo A.P. (Ante Pep) e quello degli ultimi dieci anni: in pratica la metà porta la firma del tecnico catalano.

Ovvio che nasca ogni tipo di illazione sul suo futuro. I grandi club sono tutti sistemati. Al Real non potrebbe mai andare (in ogni caso Florentino ha già scelto Mou), i ritorni non sono contemplati (quindi no Barça e Bayern), il Psg si tiene stretto Luis Enrique e la Premier sembra al momento un'ipotesi impossibile. Qualcuno potrebbe buttare a caso l'ipotesi del calcio italiano. L'unica squadra che potrebbe interessargli è il Brescia, posto dove ha lasciato una parte di cuore e tanti amici. Conoscendolo, sarebbe anche capace di andarci praticamente gratis o solo prendere l'idea in considerazione, anche se sembra un'ipotesi folle. Per il resto è troppo intelligente per scegliere la Serie A o la Nazionale azzurra, come qualcuno ha azzardato. Al di là dell'aspetto economico, Guardiola sa benissimo che da noi chiunque provi a sviluppare un calcio proattivo è considerato il nemico pubblico numero uno. A meno che lo faccia sottotraccia. Ci sono molti allenatori italiani che provano a portare avanti un tipo di calcio che prevede anche delle idee in fase offensiva, l'elenco è lungo. Lasciando da parte i big: tra gli altri De Rossi, Grosso, Aquilani, Stroppa, Alvini, ma in tanti non se ne accorgono e quindi evitano la narrazione e il pensiero unico del giornalista medio e il conseguente insulto social.

Guardiola è però troppo famoso per evitare, al primo passo falso, frasi come: "E questo sarebbe il profeta del nuovo calcio?". No, l'Italia non fa per lui e per quelli come lui. La possibilità più concreta è un periodo sabbatico, come fece dopo i quattro anni trionfali al Barcellona (dove il racconto visto dal Belpaese era: "Facile con tutti quei campioni"). Si fermò per una decina di mesi, prima di accasarsi al Bayern Monaco per poi approdare al City e starci dieci lunghi anni. Difficile che prenda in mano un club, più facile pensare che possa fare un'esperienza in una Selezione nazionale. Tutto dipende dall'imminente Mondiale. Se Tuchel fallisse con l'Inghilterra sarebbe il sostituto ideale. La Spagna, per ovvi motivi legati alla sua aperta "legacy" catalana, non è un'ipotesi possibile. Più credibile la Germania, mentre il Brasile ha appena rinnovato il contratto con Ancelotti. Tutto, comunque, dipenderà da quello che accadrà a Canada-Messico-Usa 2026. Di certo un Guardiola sul mercato sarà una tentazione per i club e le Nazionali più prestigiose del mondo.