Nessun supermercato Real. Nella prima intervista da nuovo allenatore dei Blancos, José Mourinho manda un messaggio chiarissimo a tutto il mercato: il Madrid non vende i suoi pezzi pregiati. Lo Special One respinge dunque al mittente le voci che lo vorrebbero impegnato in una ricca campagna di cessioni e parlando con Adebayo Akinfenwa nel podcast Beast Mode On, ha spiegato: "Non dovremmo parlare del Real Madrid, ma posso solo accennare a un piccolo punto. Ho letto in giro alcuni commenti: 'José Mourinho arriverà qui e taglierà alcuni dei giocatori migliori che presumibilmente hanno avuto dei problemi durante la stagione'. No". Voglio questi giocatori! Voglio i migliori. Ora devo trovare un modo per avere una squadra coesa e unita e non avere problemi come quelli che hanno avuto i miei predecessori nelle stagioni precedenti".
"Gestire l'ego è il miglior problema che un allenatore possa avere. I migliori giocatori sono il miglior problema che un allenatore possa avere" ha aggiunto Mou, che non si accontenta degli acquisti di Marc Cucurella, Bernardo Silva e Ibrahima Konaté, Denzel Dumfries e del rientro di Nico Paz dal Como: "Voglio qualità. A volte la gente dice: 'Questo giocatore ha qualità incredibili, ma fisicamente non è molto al livello'. Quindi significa che non è al livello. 'Questo giocatore ha qualità incredibili, ma non è costante, ha alti e bassi'. Quindi non è un grande giocatore."
"Il grande giocatore deve essere un pacchetto completo - ha spiegato Mourinho - Deve essere tecnicamente bravo, fisicamente forte, mentalmente forte. Deve essere un calciatore che gioca di squadra. Questo è ciò che cerco. A volte ne hai tanti in squadra, ed è il paradiso, altre volte ne hai di meno e il lavoro è un po' più difficile. Credo fermamente che una delle qualità di un allenatore sia anche quella di saper valorizzare i giocatori."
Chi vince i Mondiali? "Dico sempre che l'Inghilterra sarà in lizza per la finale. Guardo ai giocatori, e noi veniamo da quella generazione, Lampard, Gerrard, Terry, Ferdinand, Beckham. Da allora, ho sempre detto Inghilterra, e poi non succede, ma ho sempre detto Inghilterra. L'Arsenal ha perso la finale di Champions League, ma ci è arrivato. Il Crystal Palace ha vinto la Conference League. L'Aston Villa ha vinto l'Europa League. A parte Barcellona, Bayern, Real Madrid e Paris Saint-Germain, i migliori giocatori sono in Inghilterra".
Su Ancelotti: "Guardate la Francia, potrebbero giocare con tre squadre diverse e sarebbero comunque competitive.E poi Spagna, Argentina, Brasile, la gente può dire che non sono così talentuose nelle coppe in cui hanno vinto, ma io dico sempre che un allenatore come Carlo [Ancelotti] gioca un ruolo fondamentale. Si potrebbe persino avere la sensazione, dopo una brutta partita, un pareggio contro il Marocco, che sia arrivato uno tsunami... non per Carlo. Credo sempre che Carlo possa fare la differenza".
Futuro da ct? "Il mio habitat naturale è il calcio di club. Significa allenarsi tutti i giorni, giocare tre volte a settimana... stare con i giocatori, lavorare con loro, capirli, lottare con loro, abbracciarli, baciarli, prenderli a calci. Credo che questo sia il mio habitat naturale. Ma quando sento l'atmosfera dei Mondiali, o anche degli Europei, è qualcosa che mi piacerebbe fare. Un giorno lo farò."