Raikkonen, talento e inconsistenza: che peccato

Con un'altra testa avrebbe potuto vincere più di un titolo, ma a lui sta bene così

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L'impressione è stata sempre quella di avere a che fare con un pilota dal talento enorme ma dalla presenza mentale poco consistente. In fondo è la sintesi della carriera di Kimi Raikkonen, dotato dalla natura del senso della velocità, ma allo stesso tempo privato della perseveranza che apparteneva al DNA di Schumacher e che oggi è un capo unico nel guardaroba di Hamilton. Il paradosso di Kimi ha trovato a Austin la sua espressione perfetta. Vincere 11 anni esatti dopo l'ultimo titolo mondiale della Ferrari che aveva autografato a San Paolo in un momento critico della squadra, dopo essere stato giubilato da Maranello.

Nella domenica texana c'è il riassunto della carriera di un pilota che facendo paragoni calcistici è affine a Cassano e Balotelli. Con una differenza fondamentale. Cassano e Balotelli restano talenti inespressi e non hanno vinto nulla. Kimi alla Ferrari ha offerto l'ultimo Mondiale e con una testa diversa ne avrebbe potuti vincere altri. Ma a Raikkonen sta bene così, lui vive in un mondo particolare, un piccolo universo a noi incomprensibile. Resta il fatto che Austin ha regalato a lui e a noi un giorno di festa.

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