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Il team campione del mondo Costruttori vittima delle sue stesse regole di ingaggio
di Stefano Gatti© Getty Images
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Max Verstappen rimanda ad Abu Dhabi il verdetto finale della corsa al titolo vincendo il Gran Premio del Qatar (per il terzo anno di fila) grazie alla rapidità di reazione sua e della Red Bull nel momento chiave del penultimo appuntamento stagionale e più ancora all'immobilismo del ponte di comando Mc Laren. Gara in un certo senso decisa già al settimo dei cinquantasette giri in programma: la Safety Car causata da un incidente (senza conseguenze per i piloti) tra Nico Hulkenberg e Pierre Gasly comporta il primo pit stop di quasi tutto il gruppo (Verstappen in testa) ad eccezione di Oscar Piastri e Lando Norris che portano a termine il primo pit stop obbligatorio al venticinquesimo passaggio (limite massimo di utilizzo gomma fissato per il Qatar dalla FIA) ma sono poi costretti ad inseguire per buon parte della distanza. Una strategia incomprensibile e perdente che rimescola le carte e accorcia notevolmente la classifica al vertice. Vittoria numero settanta per Verstappen che resiste nell'ultimo terzo di gara al forcing di Piastri che chiude secondo davanti ad uno straordinario Carlos Sainz, al suo secondo podio stagionale con la Williams e in affanno finale per danni al fondo vettura. L'ex ferrarista chiude con il minimo vantaggio su Lando Norris che all'ultimo giro infila Andrea Kimi Antonelli, autore di un errore sotto pressione del leader del Mondiale. Sesto posto finale per George Russell davanti a Fernando Alonso. Gara da completo anonimato per la Ferrari: Charles Leclerc chiude ottavo. Lewis Hamilton guadagna qualche posizione con mescola soft al via ma non va poi oltre una mediocre quattordicesima posizione finale.
Nella classifica generale Norris mantiene il comando con 408 punti ma Verstappen è adesso il suo più immediato inseguitore a soli dodici punti (396). Scala in terza posizione Piastri, ora dietro all'olandese di quattro lunghezze (392).