IL CASO

Aston Martin, la power unit Honda è un'incognita: a Melbourne solo per onor di firma?

La PU giapponese montata sulla AMR26 non offre ancora sufficienti garanzie di affidabilità

di Stefano Gatti
03 Mar 2026 - 13:04
 © Getty Images

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Allarme rosso in Formula Uno, anzi verde. No, non stiamo parlando dei venti di guerra che dal Medio Oriente arrivano a soffiare fino alla remota Australia ma del caso Aston Martin. Come era già emerso nel corso delle due sessioni di test precampionato in Bahrain (anzi, fin dallo Shakedown di fine gennaio a Barcellona, dove si era presentayto "last minute"), il team di Silverstone contende suo malgrado alla Cadillac il ruolo di attuale Cenerentola del Mondiale e da Melbourne arrivano voci allarmistiche sulla possibilità che le AMR26 di Fernando Alonso e Lance Stroll possano fare solo atto di presenza sull'asfalto dell'Albert Park, per essere ritirate dopo pochi giri di gara, allo scopo di evitare figuracce e non intaccare fin da subito il monte-power unit a disposizione. Si tratta insomma - letteralmente - di limitare i danni in attesa di tempi (quelli del cronometro più che altro) migliori. Non presentarsi a Melbourne significherebbe affrontare una pesantissima penalità, oltre che un grave danno di immagine per la Formula Uno stessa all'alba di una nuova era in termini di regolamento tecnico.

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Ecco appunto, la power unit. Quella realizzata dalla Honda per il suo rientro in forma ufficiale nel team è la spina nel fianco, anzi nelle (quasi inesistenti) fiancate della "verdona" realizzata da Adrian Newey. L'unità giapponese soffre di un problema di vibrazioni già cronico e l'ex Team Principal Andy Cowell (il suo posto è stato preso proprio da Newey) è volato in Giappone per dare una mano ai motoristi nippo. Un intervento esterno che laggiù - per cultura e tradizione - non deve essere vissuto molto serenamente ma tant'è: è tempo di fare quadrato e di trovare il classico bandolo della matassa.

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Come Sportmediaset aveva scritto in precedenza, al momento Honda sta vivendo la stessa scomodissima situazione già sperimentata a metà dello scorso decennio nella partnership con McLaren, anche allora con il povero Fernando Alonso come pilota di riferimento. La power unit Honda si rivelò poi vincente nel binomio formato con Red Bull e soprattutto con Max Verstappen. La storia si ripeterà? Guardando avanti (molto avanti) Aston Martin e Honda potrebbero a medio termine diventare un'accoppiata dal grande potere di attrazione... per lo stesso Verstappen. Altro che esilio volontario nel WEC!