Toyota shock: "Se le cose non cambiano, non sopravvivremo"
Redditività in calo, obiettivi EV mancati e ritardo nello sviluppo software e intelligenza artificiale potrebbero aprire scenari imprevedibili
di Tommaso Marcoli© Getty Images
Tra gennaio e dicembre 2025, Toyota ha consegnato 11,3 milioni di automobili in tutto il mondo. Più di Volkswagen, BYD e dei tre "grandi" (Audi, Mercedes BMW) tedeschi messi assieme. Anche il fatturato è stato da record, attestandosi a 338 miliardi di dollari (+5,5%) facendone la prima azienda giapponese a superare i 50 trilioni di Yen. Insomma: nessuno è come lei. Eppure, l'utile operativo è crollato del 21,5% e le previsioni per il prossimo anno sono ancora più cupe: è atteso un calo del margine operativo al 5,9%.
Cosa sta succedendo
Come si spiegano, allora, questi dati in netto contrasto tra di loro? Innanzitutto, il calo dei profitti non è dovuto alle vendite ma ai costi: i dazi USA pesano - da soli - 9,2 miliardi di dollari. In Nord America, Toyota ha registrato una perdita operativa di 1,3 miliardi di dollari. Il nuovo CEO, Kenta Kon, ammette: "È impossibile prevedere come sarà il mercato". C'è poi la questione della guerra in Iran, che ha comportato un aumento incontrollato del prezzo dell'alluminio.
Auto elettriche
Il tema delle auto elettriche riguarda anche Toyota. L'azienda puntava a venderne 1,5 milioni entro il 2026: ne ha consegnate soltanto 243 mila. Anche il ritardo in IA è importante, per colmarlo si sta affidando all'azienda cinese Pony.ai, anziché prodursela in casa. Gran parte del profitto di Toyota deriva dall'assistenza su 150 milioni di auto circolanti. Gli EV richiedono il 30-40% di manutenzione in meno. Il modello di business attuale morirà tra 10 anni. A meno che non cambi: ne va della stabilità del primo produttore di automobili del mondo.